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Tumori: è questione di caso

Bert Vogelstein e Cristian Tomasetti sono un genetista e un biostatistico che lavorano alla università americana Johns Hopkins, a Baltimora. La loro ricerca ha fatto traballare decenni di studi sul cancro ma allo stesso tempo forse ha posto i paletti per una sua soluzione futura. Da quanto emerge, infatti, al di là degli elementi come inquinamento, cattiva alimentazione, geni ereditari, i tumori si manifestano (due volte su tre) per puro CASO. Una affermazione che preoccupa perché a questo punto siamo tutti a rischio, senza distinzioni. Ma da qui si può partire per cambiare certi approcci alle cure, magari quelle che prima non funzionavano.

Errori delle cellule

E’ vero che una cellula diventa “tumorale” quando sviluppa almeno tre mutazioni anomale, ma secondo la ricerca di Vogelstein e Tomasetti due volte su tre queste mutazioni anomale si sviluppano durante il normale processo di divisione e replica della cellula stessa, ovvero per errori di “valutazione” commessi dalla cellula stessa! Il 66% delle mutazioni pericolose sarebbero “casuali”, nate cioè per sbaglio durante la crescita della cellula e senza interferenze dall’esterno. Per essere più chiari, dicono i ricercatori: “Se una cellula del polmone è diventata cancerosa dopo aver subito tre mutazioni, e solo una di quelle mutazioni era causata dal fumo, vuol dire le altre due erano casuali e che quella malattia era prevenibile”.  Nella vita media di una persona, ogni cellula si replica 5000 volte e ogni volta che avviene questo, essa rilascia nel nostro DNA delle tracce di “errori di replica”. Sono queste le basi che possono far sviluppare un tumore.

E chi non si ammala mai?

Detto questo, ci sono alcune parti del nostro corpo in cui le cellule si rinnovano molto di frequente (anche due volte a settimana) e non stupisce se vi diciamo che ciò avviene nel seno, nella pelle e nel colon, guarda caso più esposti di altri al tumore. Ma anche i tumori alla prostata sono dovuti a errori casuali nel 95% delle volte, e così anche quelli del cervello e delle ossa. Chiaro che in una situazione simile il fumo, l’alcol, la vita sregolata alimentano il rischio. Adesso che sappiamo questo, è ancora più evidente che l’unico modo per salvarci è FARE PREVENZIONE in modo da sapere sempre quando qualche problema sta per iniziare e attaccarlo per tempo. Rimane un quesito interessante, però: e quei soggetti che arrivano a 90 o oltre i 100 anni senza mai aver avuto un tumore? Le loro cellule non fanno errori oppure… si rimette in discussione tutto ancora una volta?

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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