Home » Benessere » Domani, il mondo punta l’attenzione sulla depressione

Domani, il mondo punta l’attenzione sulla depressione

E’ il cancro dell’anima, la malattia che miete vittime senza avere sintomi fisici, la malattia che fa paura quasi quanto un tumore … è la depressione. Oggi in drastico aumento e non solo per la crisi che ha devastato il mondo negli ultimi 20 anni, ma anche per i bombardamenti mediatici che puntano sulle disgrazie e per la poca abitudine a lottare per cavarsi fuori dai problemi. Una malattia che esige attenzione, tanto che l’OMS -l’organizzazione mondiale della sanità – ha indetto per il 7 aprile la Giornata Mondiale della Depressione che si avvia a diventare … purtroppo entro il 2020…  la seconda patologia in termini di prevalenza.

Ottocentomila morti

Soltanto in Europa i malati di depressione sono 40 milioni, nel mondo superano i 300 milioni e di questi 800.000 muoiono, quasi tutti per loro stessa mano, suicidandosi. E chi sopravvive diventa un peso, non solo per la famiglia che non sa come curarlo ma anche per le spese mediche che ogni governo affronta per contrastare la malattia e che supera i 750 milioni di dollari in tutto il pianeta. C’è poi anche l’altro aspetto… la depressione non viene riconosciuta in troppi Paesi e da troppe persone che pensano ancora di poterla curare da sole, o che sia solo “un capriccio passeggero”. Il non capire di essere malati porta al non avere una diagnosi e un aiuto.

Psichiatri e guide spirituali

La giornata che il mondo si prepara a vivere  serve anche a questo, a invitare chi ne soffre a farsi avanti. Riconoscere di aver bisogno di aiuto è il primo passo per provare a guarire dalla depressione, che già di per sé ha un percorso complesso e diverso per ognuno. L’aiuto può venire soltanto dai professionisti che studiano la mente, psicologi e psicanalisti, coinvolgendo però anche le guide spirituali. Molte persone di fede islamica, ad esempio, rifiutano la figura dello psicanalista e confidano i propri problemi all’imam. “Allenare” le guide spirituali a capire i segnali della depressione, così come fanno già insegnanti ed educatori, significa espandere la rete di aiuto verso queste persone tanto fragili in un mondo sempre più aggressivo.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
x

Guarda anche

Ecco le lettere “pensate” per i dislessici

Sapete cosa sono i “font”? Li usate continuamente sui programmi di scrittura del computer ma ...

Condividi con un amico