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Come spiegare il terrorismo ai più piccoli

Pensiamo ai bambini morti a Manchester l’altro ieri e ai loro fratellini e compagni di scuola, ma pensiamo anche ai nostri bambini. Che sembrano disinteressati ma certe notizie le percepiscono, le sentono, le assorbono lo stesso. Come noi adulti, da bambini, abbiamo “assorbito” le stragi di Bologna, di Ustica e di Capaci anche se ci mandavano in un’altra stanza all’ora del Telegiornale. I bambini hanno orecchie e sentono, ma non capendo l’enormità di quel che sentono non ne parlano. Invece dovrebbero parlarne, e noi a loro.

Mai negare il male, ma parlarne insieme

Ma come farlo senza spaventarli? Senza infilare nel loro DNA il germe della paura? Dopo le stragi di Charlie Hebdo, un giornaletto a fumetti francese pubblicò un numero speciale che parlava del terrorismo ai bambini. Non nascondeva loro i fatti accaduti ma faceva loro capire, con l’aiuto dei cartoni preferiti, che la vita e la libertà vincono sempre sul male. I nostri psicologi oggi sono al lavoro, in un campo che purtroppo gli psicologi israeliani conoscono molto bene: spiegare il terrore ai più piccoli. La prima cosa da fare è chiedere loro che cosa hanno capito della notizia e farvelo rappresentare con un disegno. Il più delle volte certi disegni dei bimbi sono chiarissimi… ma nel caso non lo siano potete mostrarli a uno psicologo e farvi suggerire le mosse per parlare con loro.

Incoraggiare l’amicizia tra culture diverse

Accanto alle cose brutte che il bimbo disegnerà, la mamma o il papà dovrà disegnare cose belle (fiori, sole, giochi) per incoraggiarlo ad andare contro la paura. I più grandicelli (dai 6 anni in su) forse vi faranno delle domande dirette, ad esempio: “Gli arabi sono tutti cattivi?” oppure “Se andiamo in Inghilterra ci ammazzeranno tutti?”, e a queste domande voi -o lo psicologo- dovrà rispondere senza negare. Sì, esistono ALCUNI arabi cattivi e ALCUNI posti più pericolosi di altri, ma la maggior parte delle persone (arabi, europei, asiatici) sono oneste e gentili e ci sono le forze dell’ordine che ci proteggono ovunque andiamo. Incoraggiate i bambini, ma soprattutto i figli adolescenti, a restare amici anzi… a stringere più amicizia con i compagni stranieri, o con i compagni più deboli e timidi. Spiegate loro che la maggior parte dei terroristi (non per forza islamici) sono persone che si sentono sole e che reagiscono con rabbia verso il gruppo che non li ha voluti. Solo l’accoglienza e l’amicizia possono fermare l’industria della morte che oggi mira anche ai piccoli. (in alto la famosa foto di Osman Sagirli: bimba siriana che si arrende)

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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