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Cosa fare in caso di attentato: come agire e come reagire

Cosa fare in caso di attentato? Sembra più facile a dirsi che a farsi, e in effetti è così, perché la paura detta gli istinti di sopravvivenza che soffocano la ragione, in momenti di alta emergenza, quindi è davvero difficile fermarsi a pensare. Ma bisogna farlo se  -come hanno dimostrato gli ultimi attentati al London Bridge di Londra e la psicosi di massa scoppiata a piazza San Carlo a Torino, per un petardo esploso durante la proiezione della finale di Champions-  con eventi drammatici come questi bisogna cominciare a convivere. E ce lo insegnano da tempo gli israeliani, sotto assedio dal 1950, che però sanno reagire benissimo agli attacchi terroristici o anche solo alla paura e alla psicosi.

Come agire in caso di emergenza

Esistono dei modi sia per affrontare bene il panico sul momento che per affrontare il terrorismo in generale come fenomeno globale. Nell’immediato , la prima cosa da fare se si va in un locale affollato o ad un evento è individuare le vie di fuga e posizionarsi in modo da essere vicini ad esse. Secondo, sembrerà banale ma … rispettare le regole è importante: evitare oggetti contundenti, bottiglie di vetro (quelle che hanno fatto più feriti a Torino!), evitare di accalcarsi sulle ringhiere e balaustre, insomma ascoltare le direttive delle forze dell’ordine. Terzo, anche se più difficile di tutti, se vedete la folla che scappa cercate di mettervi di lato e di lasciarla passare magari accodandovi alla fuga in un secondo momento. E intanto verificate se il motivo della fuga è valido o è solo un falso allarme. Occorre molta forza e razionalità per affrontare questo punto, ma è quello più importante. Infine, fate foto, video, individuate elementi che possono essere utili per le indagini. La sicurezza migliore contro il terrorismo è scovare e arrestare i terroristi.

Come reagire al terrore quotidiano

Ma esistono anche dei metodi per evitare la psicosi facile, per non farsi condizionare la vita dalle continue notizie di morte e paura che si sentono in TV. Sono consigli psicologici che vanno integrati a quelli anti-panico perché ci allenano a diventare più forti. Primo: prendersi una sana pausa dai TG  e dalle notizie terrificanti (magari guardarne uno al giorno soltanto); secondo, valutare i fatti attentamente … se una bomba esplode al centro di Londra non esploderà mai al centro di un paesino della provincia abruzzese che strategicamente non interessa a nessuno! Terzo, studiare bene i consigli sulle emergenze che abbiamo elencato in alto. Quarto, dedicarsi al volontariato … aiutando le persone ci si sazia della parte “buona” dell’umanità, dimenticando per alcune ore l’orrore che c’è fuori. Infine, quinto, passare molto tempo in famiglia e con gli amici per tener viva quella normalità che il terrore vuole distruggere. 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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