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Ecco come nascono i vaccini, che non devono far paura

Mentre si parla di risarcimenti, anche a distanza di 40 anni, su persone che avrebbero subito danni a causa dei vaccini, una interessante ricerca condotta da Wired ci porta a conoscere proprio questi “terribili farmaci” di cui tutti oggi hanno paura ma che dal 1800 ad oggi hanno di fatto salvato MILIONI di vite umane. Esistono le reazioni allergiche? Certo. Esistono quei due o tre casi speciali sui quali il vaccino ha poca azione? Sicuramente. Bisogna vedere se questi pochi casi possono fermare il benessere di mezzo mondo.

I virus “buoni” che formano il vaccino

La ricerca ha visitato alcuni dei più noti laboratori di produzione del vaccino (quello anti influenzale, anti polio e anti polmonite), molti dei quali situati in Francia. E ha registrato passo passo il processo di creazione di un vaccino annotando soprattutto le molte misure di sicurezza applicate prima che venga messo sul mercato. Il vaccino nasce dalla inoculazione di un virus della malattia indebolito, che spinge così il corpo umano ad attaccarlo e a riconoscerlo, riuscendo a distruggerlo anche quando si presenterà in forma aggressiva e potente. Fu sperimentato per la prima volta sul vaiolo, iniettando nell’uomo il virus indebolito della malattia proveniente dalle vacche (da cui il nome). Ancora oggi funziona così: il virus vero e proprio viene inserito nelle uova affinché si moltiplichi. Una volta moltiplicato viene “disattivato”  e reso innocuo. Con questo virus modificato si creano i farmaci.

Ben conservati e sterili

Alcuni vaccini -NON TUTTI- prevedono anche l’aggiunta si sostanze rinforzanti, come i sali di alluminio. Ed è ad alcune di queste sostanze che le persone possono sviluppare allergie particolari, non al vaccino in sé. Tuttavia in certi casi, senza queste aggiunte, il farmaco non avrebbe effetto. Una volta prodotto il vaccino lo si testa e analizza per evitare qualsiasi forma di reazione possibile … anche se non è pensabile prevederle tutte. Il farmaco viene quindi controllato più volte, e poi conservato a temperature bassissime (da 2 a -20 gradi) e infine confezionato in ambienti sterili, dunque privi di inquinamenti esterni. A tutte queste forme di sicurezza assoluta, che vengono applicate con scrupolo su tutta la merce, si aggiunge l’ultima misura di sicurezza, quella del medico che usa il vaccino: una volta iniettato, infatti, il paziente deve rimanere in osservazione almeno due ore in modo che il medico possa intervenire e fermare tempestivamente ogni reazione allergica.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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