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Trasfusioni addio? Arriva il farmaco per gli anemici

Ci sono malattie ereditarie o tumorali che attaccano il sangue. Sono anemie che distruggono i globuli  e rendono la persona debole e indifesa davanti a qualsiasi attacco esterno. Che si chiamino Talassemia o Mielodisplasia o Leucemia, molto spesso vengono trattate con trasfusioni di sangue periodiche. Il che è già tanto se si pensa che in passato si moriva subito, ma non è ancora abbastanza perché le trasfusioni vivono di donatori e i donatori non ci sono sempre. Oggi uno studio spagnolo di Madrid sta per risolvere questo problema negli anemici, grazie a un farmaco che potrebbe “ricostruire” il sangue eliminando le trasfusioni.

Un farmaco per “liberare” il midollo

Si chiama -in termine tecnico- Epoietina Alfa Originator, e ha molto poco di naturale essendo stato modificato con lo scopo di “imitare” l’eritropoietina umana. Lo ha reso noto al mondo l’ultimo congresso della European Hematology Association riaccendendo una speranza nei pazienti affetti da anemie e malattie del sangue. Tutte queste malattie hanno in comune il mal funzionamento del midollo, il quale non riesce a mettere in circolo le nuove cellule del sangue per cui queste rimangono in circolo al suo interno e lo infiammano. Insomma, il carburante c’è ma non ce la fa ad uscire dalla pompa!  Da cui la debolezza, il senso di sfinimento, il rischio di svenimenti e di cadute rovinose e anche mortali. Oltre ovviamente ai danni agli organi derivati dal mancato apporto di nutrimento.

Una iniezione sottopelle

Oggi queste malattie si curano con farmaci appositi, che però presentano spesso effetti collaterali, e con le trasfusioni che però in certi periodi vanno interrotte per evitare il sovraccarico di ferro. Il nuovo farmaco spagnolo parte da una base molto conosciuta, usata da 30 anni per la cura dell’insufficienza renale, ma la applica al sangue. Con una iniezione sottopelle che il paziente può fare da solo si elimineranno le lunghe ore attaccati a una flebo, ogni 15 giorni, presso i centri trasfusionali. Si otterranno in cambio miglioramenti e regressioni delle malattie per il 75% delle persone. Il nuovo farmaco potrebbe arrivare in Italia, previa approvazione della Procedura di Mutuo Riconoscimento e il sì dell’AIFA. Il primo Paese ad averlo adottato, oltre la Spagna, ad oggi è la Francia.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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