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Torna “mucca pazza”: colpita donna di 75 anni

Non si tratta di un vero e proprio “ritorno” ma della logica conseguenza di questo tipo di contagio che si manifesta anche 15 anni dopo aver ingerito carne infetta. Succede a Padova, dove una donna di 75 anni è ricoverata con tutti i sintomi del “Morbo della Mucca Pazza” (vero nome: encefalopatia spongiforme bovina — BSE) e si trova in gravi condizioni, tra la vita e la morte. Purtroppo la donna potrebbe aver ingerito la carne che le ha causato il male molti anni fa, senza manifestare un sintomo fino ad oggi.

La malattia del “prione”

La BSE fu scoperta nell’uomo nel 1986 in Inghilterra. Si conosceva prima come malattia tipica delle mucche, che bloccava il movimento e atrofizzava i muscoli, ma non si credeva potesse passare nell’uomo. Invece il contagio avviene proprio mangiando carne contenente la proteina patogena del prione che scatena la malattia nel cervello anche a molti anni di distanza dal pasto. Cuocere bene la carne non serve, dato che il prione sopravvive ad altissime temperature e agisce anche se indebolito. I sintomi classici sono: rigidità e tremore muscolare, difficoltà di movimento, modifiche dell’umore con azioni aggressive, e nella parte più acuta anche stato comatoso fino al decesso che tuttavia avviene per l’età avanzata dei soggetti.

Carne messa al bando

Una variante della BSE è anche la malattia di Creutzfeldt-Jakob, disturbo neurodegenerativo dato da una degenerazione di quello stesso prione che provoca la Mucca Pazza. Che prenda l’una o l’altra piega, in ogni caso la sintomatologia si manifesta nel tempo per cui è possibile che oggi, 2017, si verifichino casi di persone contagiate a fine anni Novanta! Non si sa ancora se e quali cure funzionino contro questa malattia e ancora oggi si è impreparati. Soprattutto perché, una volta scoperto il caso, non si può risalire alla fonte di contagio, tanto lontana nel tempo, e dunque nemmeno riconoscere altri eventuali contagiati. Negli anni Novanta la scoperta di “Mucca Pazza” portò al panico generale e anche alla messa al bando di alcuni piatti che prevedevano carne al sangue e midollo animale, come l’ossobuco e la Fiorentina.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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