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L’oncologo più bravo del mondo è un torinese

Sono premi che valgono tanto, anche se per forza di cose vengono dati ad alcuni medici e non ad altri. In Italia abbiamo tantissimi dottori in gamba, anche nascosti nella più oscura provincia, perché chi fa questo mestiere come una missione vera sarà sempre attento ai propri pazienti. Alcuni lavorano nell’ombra per tutta la vita, altri riescono a farsi notare e ottengono meritati riconoscimenti. Per il 2017, il premio annuale che la Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) assegna per la Ricerca è andato al dottor Alberto Bardelli, del dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino.

Il medico torinese e la biopsia liquida

L’oncologo più bravo è italiano, ma il premio gli riconosce prima ancora che il suo lavoro sul campo la sua attività di ricerca costante nella lotta contro il cancro. In particolare, nel caso del dottor Bardelli, lo studio “sull’uso della biopsia liquida nei pazienti affetti da cancro colorettale metastatico”. Il modo in cui il medico italiano ha affrontato questa metodica ha drasticamente cambiato il modo di vederla anche nei suoi colleghi di oltralpe! E’ fondamentale soprattutto che abbia rivelato le resistenze da parte di alcuni pazienti trattati con terapie tradizionali e quelle di alcuni tessuti trattati in laboratorio con quella biopsia.

Riduce le recidive

Il risultato ottenuto ha reso noto che ogni lesione metastatica contiene cellule con mutazioni che conferiscono resistenza a praticamente qualsiasi farmaco target. Secondo questo modello il tempo che intercorre prima della ricaduta è semplicemente il tempo che impiegano le cellule mutate per ripopolare la lesione”. Il vantaggio della biopsia liquida usata da Bardelli è che tiene meglio sotto controllo tale situazione e impedisce quindi alle recidive di far danno, essendo queste individuate per tempo ed eliminate. Soddisfatto il medico che presenta orgogliosamente le proprie conclusioni dopo un lavoro lungo anni e dichiara: “Questo premio mi da energia per andare avanti in questa direzione ed essere sempre più vicino ai bisogni clinici dei pazienti!”

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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