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Quando la mano diventa “aliena”

Molti di voi crederanno che sia una invenzione da film, come quella scena de “Il dottor Stranamore” (film di Kubrik del 1964) in cui lo scienziato pazzo tenta di strangolarsi con una mano e di fermare allo stesso tempo quella mano con l’altra. Una pazzia da autore geniale? Non proprio. Esiste davvero -sebbene in misura meno drammatica- la sindrome della MANO ALIENA (nome scientifico AHS).

Una mano indipendente

Il problema sorge quando viene danneggiato il cervello, o a causa di un trauma oppure per via della rimozione di un tumore o di una separazione chirurgica dei due emisferi. Uno “scollegamento” improvviso della comunicazione tra destra e sinistra che si riassume in una delle due mani (spesso la sinistra) che impazzisce e comincia a muoversi per conto suo. Il primo caso fu registrato in Germania nel 1908, ma solo nel 1972 venne ribattezzato “mano aliena” dopo averlo riscontrato su pazienti operati di tumore al cervello. Quando il paziente vede la mano muoversi in modo indipendente subisce un trauma psicologico importante ed è vero che, percependola come estranea da sé, tenterà di bloccarla o di fermarla.

Esiste una cura?

In casi rari potrebbe anche commettere reati contro la propria volontà, come se quella mano fosse controllata da un cervello diverso! Se mai una mano aliena abbia cercato di “suicidare” il proprio padrone non è dato sapere con certezza, anche se ci sono stati casi in cui vi è andata vicino. Purtroppo non esiste ancora una cura, né modo di evitarne l’insorgenza dopo una operazione al cervello. Si possono alleviare i sintomi, con trattamenti di farmaci e con esercizi di fisioterapia miranti a tenere la mano “aliena” occupata con lavoretti e compiti che ne implichino l’uso globale.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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