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Ecco perché gli sbalzi termici ci fanno star male

Succede molto più spesso di quel che pensiamo, soprattutto d’estate. Beviamo acqua gelata per combattere il caldo, passiamo dall’aria condizionata all’aria umida di fuori e di nuovo al condizionatore del negozio e il corpo subisce uno stress che salta da 40° a 21° e poi di nuovo a 38° come niente! Scientificamente parlando si chiama CONGESTIONE e si può manifestare con diversi disturbi.

La circolazione impazzita

Il più noto è il dolore allo stomaco accompagnato dal vomito. Succede perché, con uno sbalzo termico, il cervello richiama il sangue a sé interrompendo magari altri processi che necessitano la giusta irrorazione, come la digestione. In assenza di circolazione il processo si interrompe e, nel caso della digestione, il cibo viene rigettato. E’ lo stesso motivo per cui si sconsiglia il bagno a mare nell’ora immediatamente seguente al pranzo. La congestione può avere anche il risvolto opposto, ovvero il sangue può essere richiamato di corsa verso il cuore, defluendo dal cervello con una rapidità tale da far svenire!

Come si affronta

La congestione in atto si manifesta con nausea, vomito, dolori allo stomaco oppure con vertigini, stato confusionale e mancanza di equilibrio. La prima cosa da fare è far sdraiare la persona, possibilmente con le gambe sollevate e qualcosa di caldo sullo stomaco. Una volta passata la nausea si può offrire alla persona qualcosa di zuccherato da bere, purché sia appena fresco e non freddo ma neppure caldo. Di solito passa tutto in poche ore e si trascina solo un leggero indolenzimento generale, se però il malessere continua chiamate un medico o un ospedale. I consigli degli esperti sono quelli di girare sempre con un piccolo foulard o maglietta in borsa, in modo da coprirsi in caso di aria condizionata troppo gelida. Il consiglio è anche quello di evitare di girare per negozi o di accendere condizionatori subito dopo le ore dei pasti… meglio attendere il pomeriggio o la tarda mattinata.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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