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Ecco come la ricerca rende validi i trapianti incompatibili

Il trapianto di midollo è una delle speranze più grandi per i malati di leucemia, ma non solo. Una tecnica simile serve anche ai malati di anemia mediterranea per evitare le continue trasfusioni di sangue (almeno una al mese) cui sono condannati a vita. I donatori di midollo sono pochi, ma di norma si preferisce che a donare sia un parente stretto per evitare il dramma dei rigetti e delle infezioni e finora si è sempre puntato su questo, sebbene in certi casi capiti che parenti molto stretti (come genitori e figli) siano incompatibili tra loro.

Trapianti incompatibili diventano compatibili

Oggi però si supera anche questo ostacolo,grazie alle ultime ricerche condotte anche in Italia, presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Per 20 anni, l’unità oncologica dell’ospedale pediatrico romano ha studiato il metodo migliore per “purificare” il midollo incompatibile quando questo veniva da un genitore o da un fratello e oggi finalmente, grazie anche alle cellule staminali, si è trovato come rendere quelle donazioni valide. Una volta prelevato il midollo lo si tratta in laboratorio, eliminando le cellule (linfociti T alfa/beta +) che sono le prime responsabili delle complicanze tra consanguinei lasciando però agire le cellule linfociti T gamma/delta +, quelle in grado di proteggere il corpo dagli attacchi. In questo modo anche un midollo incompatibile, se proveniente da parenti stretti, diventa valido ed efficace.

L’importanza della donazione di midollo

Il trapianto di midollo può risolvere anche per sempre certi tumori dell’età pediatrica, come appunto le leucemie, ma anche altre malattie del sangue o autoimmuni che si sviluppano negli adulti. Donare il midollo è un grande gesto di generosità, dato che comporta qualche “fastidio” in più rispetto alla donazione di sangue (un ricovero di due giorni e una odiosa puntura lombare). Ma ha il vantaggio di essere richiesto poche volte nella vita, ad esempio un donatore iscritto nei registri può essere chiamato a donare anche solo una o due volte in tutto il corso dell’esistenza, e ha anche un gran vantaggio psicologico: quello di farci sentire davvero degli eroi, responsabili del salvataggio di una vita umana.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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