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Attenzione al pericolo zecche

In estate diventa uno dei pericoli del vivere all’aria aperta… parliamo delle zecche, esserini minuscoli, grandi quanto una capocchia di spillo, che però possono fare molto danno. Diamo per scontato che siano un problema dei nostri amici animali, invece riguardano anche noi uomini. Possiamo trovarle nell’erba, su un albero, tra le rocce, anche al mare ma più spesso in campagna dove vivono e pascolano molti animali di allevamento.

Cosa possono causare

La puntura della zecca (che letteralmente ci “arpiona” con la bocca a uncino e si aggancia alla pelle) nella maggior parte dei casi provoca solo dolore, gonfiore e un enorme fastidio. Ma non va sottovalutata perché può trasmettere malattie di diverso tipo e in alcune condizioni fisiche può dare conseguenze anche mortali. Tra i rischi post-puntura di zecca c’è la malattia di Lyme, ovvero una infezione che può trasformarsi in grave encefalite e che necessita di un trattamento antibiotico pesante e lungo; ma c’è anche la possibilità di causare eritemi; infiammazioni con la febbre molto alta; reazioni allergiche … Sono tutti possibili rischi dell’azione di questo minuscolo insetto.

Come rimuovere la zecca

La zecca, però, si può sconfiggere prima che faccia danno. Una volta “arpionata” impiega una decina di ore per nutrirsi col nostro sangue e altre ore per digerirlo e lasciare le feci sottopelle. Sono proprio le sue feci a provocare le malattie. Considerato il grande lasso di tempo, se la zecca viene rimossa entro le prime 10 ore dal contatto non succede niente. Per rimuovere una zecca in modo corretto non si deve schiacciare. Usate una pinzetta per prenderla per il corpo e tirarla via. La maggior parte delle volte esce anche la bocca uncinata, ma se per caso questa si staccasse rimanendo dentro la pelle fatela rimuovere al pronto soccorso da un medico che userà un ago sterile. Infine, informate il medico sul fatto e sulle eventuali allergie di cui soffrite per concordare insieme la miglior cura per i “postumi”.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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