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Ecco la malattia dei viaggiatori

I sintomi sono facilmente riconoscibili: appena tornati da una vacanza si prenota subito quella successiva; non ci sono posti del mondo -pericolosi o lontani che siano- che non si possano visitare; si spulciano i siti di occasioni per avere il miglior viaggio al miglior prezzo. Se vi riconoscete in queste caratteristiche siete malati … malati di viaggio. I tedeschi la chiamano “Sindrome di Wanderlust”, dove “wanderlust” non è un nome ma una parola composta (wander=vagabondare, lust=ossessione).

C’entra un gene raro

E’ come una dipendenza da cibo che si giustifica con la fame, o una dipendenza da alcolici che si giustifica con una terapia anti depressiva! Così quello che per molti è solo una passione rischia di sfociare in un vero disturbo. Un disturbo che, sia chiaro, non porta alla morte o a chissà quale danno fisico … ma rischia seriamente di azzerare le finanze! Per capirne di più, la rivista scientifica  Evolution and Human Behaviour ha pubblicato una ricerca che ha analizzato il DNA delle persone appassionate di viaggio scoprendo di fatto una “anomalia”. Si tratta del gene DND4-7R -presente in una persona su dieci- che scatena la dopamina nel cervello del soggetto quando sente la parola “viaggio”.

Ecco dove vivono questi “pazienti”

Cercare l’alloggio lo eccita, trovare il prezzo giusto e preparare le valigie lo rende euforico … così come tornare a casa lo sprofonda nella depressione più nera. Così vive un “wanderluster” e c’è di più. La scienza ci dice esattamente chi è più a rischio e chi no. Pare  che i “wanderluster” vivano per lo più in aree del mondo dove l’emigrazione è parte della storia (USA, Israele, Africa, ma anche Europa del sud con l’Italia in prima linea). Queste persone tra l’altro non hanno paura di assaggiare il nuovo, anche inteso come cibo, e sono poco attenti con le avventure sessuali occasionali. E questo sì che può essere un risvolto “mortale” della sindrome dei viaggi.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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