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Ritrovarsi (vivi) dopo il tumore. La storia che commuove il web

Tra tante notizie di guerra, minacce, pestaggi e femminicidio… ogni tanto ci vuole qualcosa che riconcili con l’umanità e con la vita. E a darci questa ventata di respiro sono paradossalmente tre persone che avrebbero dovuto morire tanti anni fa e che invece sono vive e  vegete. Si chiamano Michele (Birro), Ottavio (De Montis) e Francesca (Pecoraro) e si erano conosciuti nel 1985, ancora bambini ma già ricoverati in oncologia pediatrica al Rizzoli di Bologna per combattere contro un mostro più grande di loro: il cancro.

Vivi trent’anni dopo

Il mostro, nel loro caso, si chiamava SARCOMA OSSEO e si combatteva con duri trattamenti di chemioterapia, che certamente allora non erano personalizzati e migliorati come sono adesso, e la sofferenza incredibile di questi bambini ha retto il passo con un coraggio veramente da leoni. Oggi, diventati adulti contro ogni aspettativa, i “braccialetti rossi” Michele, Ottavio e Francesca si sono incontrati di nuovo e sono andati a festeggiare i loro “primi” quarant’anni con l’infermiera che li seguiva allora, e che oggi ha 70 anni. Le foto e la storia sono finite su Facebook e da lì hanno fatto il giro del Paese. Sessantamila “mi piace”, 4000 condivisioni del post, insomma tutta Italia ha partecipato alla gioia di vivere di questi ex pazienti oncologici e tanti ne hanno tratto coraggio.

Messaggio di speranza per tutti

Hanno scritto decine di genitori con i figli ricoverati in oncologia, hanno scritto tanti pazienti che lottano oggi contro il sarcoma osseo, hanno scritto persone che consigliavano, incoraggiavano e regalavano testimonianze di altrettanto coraggio. Il quotidiano “Repubblica” ha ripreso il post mettendolo sulla propria pagina Facebook e i contatti sono triplicati. I visi sorridenti di questi bellissimi quarantenni stanno lanciando un messaggio di vita a tutti, anche a chi non ha il cancro e a volte si dispera per banalità assolute. Una storia come questa ridimensiona molti nostri confini mentali e ci invita a essere forti anche quando ti dicono “hai solo due mesi di vita”, perché nella maggior parte dei casi non è vero. La cura è dentro di noi, si chiama voglia di vivere.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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