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Il professore sta per morire e gli studenti gli donano il loro sangue

Giuseppe Marino è un nome di prestigio per la scienza italiana. Professore dell’Università di Calabria, è uno tra i matematici più apprezzati del mondo intero. Ma è anche un bravo professore che sa farsi amare dai suoi alunni al punto che una vera e propria gara di solidarietà si è scatenata tra i ragazzi per aiutarlo. Perché il professor Marino è stato colpito da una malattia rarissima, della quale non esiste quasi letteratura medica.

Il sangue distrugge se stesso

Colpisce una persona su un milione, soprattutto donne e soprattutto giovani (età inferiore ai 40 anni), quindi il professore -uomo e over 40- non rientrava nemmeno nella scarsa casistica conosciuta. Si chiama Sindrome di Moschowitz ( Porpora trombotica trombocitopenica (Ptt) ) ed è una malattia del sangue che fa letteralmente impazzire le piastrine, le quali non combattono più contro i micro organismi nocivi ma formano delle placche che distruggono i globuli rossi. Le conseguenze possono anche essere mortali e l’unica cura possibile, ma nemmeno troppo sicura ancora, è un “lavaggio” del sangue che consiste nello svuotare quasi tutto il sangue in corpo, “pulirlo” e reimmetterlo dentro. In questa situazione, per evitare shock nel malato, occorrono molte trasfusioni.

Salvato dal sangue dei suoi studenti

Gli alunni del professor Marino non se lo sono fatto nemmeno chiedere. Sono andati a donare il sangue a turno quasi tutti, per una settimana intera di terapia. Ci sono voluti dai sei agli otto donatori al giorno per sette giorni per scongiurare la morte. Oggi l’uomo sta molto meglio e ringrazia commosso “i suoi ragazzi” che tra l’altro sono corsi in suo aiuto in piena estate, durante una ondata di caldo, lasciando vacanze, mare o anche studio per gli esami della sua materia. C’è chi scherza e dice che ora saranno tutti automaticamente promossi … ma rimane un gesto bellissimo e inaspettato che riconcilia col mondo, e soprattutto con quello dei giovani troppo spesso dichiarati “privi di valori”. «Io prima avevo sempre la vostra spiritualità nel mio cuore e nella mia mente, mentre ora ho anche un poco del vostro sangue. Ma non di uno studente o due. Di decine e decine» ha scritto il professore in una lettera, che conclude dicendo «abbiamo dato tutti assieme testimonianza che vivere un momento così bello di aggregazione fra studenti e docenti è stata una cosa di uno splendore e di un piacere immenso. Vi ringrazio tutti»

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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