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Vaccini e scuole: si comincia

Passata la legge, si va ai fatti. Le acque si sono un po’ calmate dopo che il ministro Lorenzin è andata incontro alle esigenze di molti genitori e, a parte i bambini dell’asilo per i quali la vaccinazione resta obbligo assoluto per l’iscrizione, per chi è in età scolare basta solo la email di prenotazione per consentire l’iscrizione alle classi. Ecco come devono agire i genitori ancora disorientati in queste settimane prima della prima campanella.

La documentazione

Chi ha già fatto tutto deve fornire alle scuole la documentazione che attesta l’avvenuta vaccinazione. O altrimenti, la documentazione che attesti che il bambino ha avuto la malattia e dunque è immune naturalmente. Se si è esentati o rimandati per la vaccinazione occorre documentarlo con ulteriori certificati. Per chi avesse problemi di tempo, si può fare richiesta per la prenotazione alla vaccinazione  anche telefonicamente (purché la telefonata sia riscontrata positivamente, con un appuntamento fissato), oppure via email inviando il messaggio con posta ordinaria o con la PEC alle ASL di competenza oppure con raccomandata con avviso di ricevimento. L’invio di tali email sarà sufficiente come prova per iscrivere i figli a scuola.

Anche a marzo e in ottobre

Si avrà tempo fino al 10 marzo 2018 per poter vaccinare i bambini e per radunare la documentazione che attesta che la prenotazione è stata effettivamente rispettata. Se tali documenti non vengono presentati e le scadenze non rispettate, i genitori andranno incontro al pagamento di multe molto salate  e se la cosa si ripetesse il ragazzino non potrà più iscriversi agli anni seguenti. Diverse le regole per gli iscritti alla scuola del I e II ciclo o nei centri di formazione professionale regionale, in quanto la documentazione va presentata entro il 31 ottobre 2017 (o entro il 10 marzo per chi ha prodotto un’autocertificazione) e non costituisce requisito di accesso alla scuola. L’obbligo vaccinale mira a ridurre o eliminare il pericolo di contagio dovuto soprattutto alle classiche “malattie esantematiche” che proprio dalle scuole si espandono poi nella comunità. L’Italia ormai da tempo ha superato i limiti di rischio rispetto a tutta Europa e anche la Francia ha deciso di agire con la stessa modalità obbligatoria.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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