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Alzheimer, ci sono i mezzi per prevenirlo in anticipo

Alzheimer, ci sono i mezzi per prevenirlo. E per prevenirlo con ben 10 anni di anticipo. Ce lo rivela una università italiana, l’Università di Bari, con i risultati di uno studio pubblicato sul sito “Arxiv” e basato su una tecnica di risonanza applicata al cervello. Sapere in tempo che la malattia sta cominciando significa ritardare di molti anni i sintomi peggiori e permettere una vita migliore ai malati, anche perché a volte l’Alzheimer si manifesta da giovani (dopo i 40 anni). Una ottima notizia in vista della XXIV giornata mondiale che si celebrerà il 21 settembre.

Un algoritmo che salva la mente

Grazie al lavoro del team di ricerca al comando dei dottori  Nicola Amoroso e Marianna La Rocca, è stato sviluppato un algoritmo speciale che ha insegnato al computer a distinguere tra un cervello malato e uno sano, tramite i cambiamenti evidenti nelle immagini della risonanza magnetica. L’esperimento chiave è stato condotto su 67 persone, 38 delle quali malate di Alzheimer. Un secondo è stato svolto su 148 persone di cui 48 malate e 48 con inizio di demenza. Una volta accumulati i dati e imparato le differenze, il computer era in grado di capire -anche in un cervello ancora sano- se vi fossero i segni iniziali del morbo.

Molti esami in meno

La percentuale di precisione era dell’86%, davvero molto alta. Sulla base di questi esami, la stessa Università di Bari sta ora pensando di mettere a punto delle modalità di esame che siano più accessibili di un computer da laboratorio. Si intende insomma portare l’intelligenza artificiale a tutti i laboratori medici in modo da poter svolgere uno o più controlli sui pazienti senza bisogno di ricoveri. In attesa, si cerca di migliorare ulteriormente la capacità di discernimento dell’algoritmo. Oggi, per capire il grado di Alzheimer, occorre un esame del sangue (per cercare molecole che predicono la malattia), un esame della retina e di altri tessuti oppure un esame -costoso e doloroso- del liquido cerebro-spinale . La soluzione pensata a Bari potrebbe tagliare molti di questi esami e velocizzare le diagnosi.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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