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Alzheimer: Google aiuta i malati. Ecco come

E’ la malattia più temuta di oggi, dopo il cancro. L’Alzheimer. Non perché sia immediatamente mortale (conduce al decesso ma dopo dieci o vent’anni) quanto perché cancella i ricordi e l’identità di una persona al punto che non riconosce più familiari e amici. Alcuni arrivano a cacciare di casa anche i figli, divenuti per loro estranei. Un dramma per chi lo vive e chi li assiste, sul quale oggi la ricerca punta il tutto e per tutto. Si celebra proprio oggi la Giornata Mondiale per ricordarlo e in una giornata come oggi una piccola speranza arriva da GOOGLE.

Le bici di Google per i malati

Il noto motore di ricerca, ideatore delle Google Maps (mappe interattive realizzate con l’aiuto del satellite e di foto su strada) ha pensato bene di creare una piccola terapia per aiutare i malati di Alzheimer ma soprattutto le loro famiglie a superare il dramma dei ricordi cancellati. L’idea si chiama “BikeAround” ed è una cyclette collegata a uno schermo sul quale scorrono le strade a scelta della persona che le seleziona. Lo stanno testando in Svezia, presso lo  Health Technology Centre di Halland, su alcuni pazienti di 80 anni. Grazie alla cyclette e alla proiezione delle immagini, il cervello rivive i luoghi e allo stesso tempo il corpo si mantiene in movimento.

Allenamento per corpo e cervello

L’Alzheimer è una malattia dell’invecchiamento precoce del cervello. L’allenamento quotidiano potrebbe rallentarne i sintomi, in quanto consente alle cellule cerebrali di restare ossigenate e attive. Il rivivere luoghi cari alla memoria, può stimolare positivamente le stesse cellule. Grazie a “BikeAround” queste persone possono “fisicamente” andare nelle strade che conoscono e nelle città che ricordano, e rivivere tramite flash del passato quei collegamenti che permettono al cervello di non atrofizzarsi. Non potendo farlo dal vivo, perché rischierebbero di confondersi o di perdersi, lo fanno da casa e i risultati pare stiano dando segnali molto incoraggianti. Questa associazione di movimento fisico e neuronale aumenta la produzione di dopamina nel cervello e lo riattiva in modo altrimenti impossibile.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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