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Trapianto di “cuore malato”. I medici: era perfetto

Lo abbiamo scritto solo ieri (link) , usando tutti i forse e i potrebbe essere, perché in effetti suona strano che una struttura perfetta come il San Raffaele di Milano sbagli in modo talmente plateale da inviare, per un trapianto importante, un cuore già malato. Eppure, dalla denuncia dei familiari del paziente romano morto due giorni dopo il trapianto, si intuiva che qualcosa non andava. Il cuore proveniva da un donatore morto per infarto (o per arresto cardiaco, non è ben chiaro) e dunque proprio QUEL cuore non doveva essere donato.

I medici protestano: cuore perfetto

Fermo restando che i trapianti di cuore sono tra le operazioni più rischiose al mondo e che la percentuale di complicazioni post operatorie è altissima, nel caso specifico bisogna assicurarsi che non ci sia stato un errore tanto grave. I primi a protestare sono stati i medici dell’ospedale ricevente, il San Camillo di Roma: “Ogni cosa si è svolta secondo il più assoluto rigore, rispettando tutte le norme. Il cuore non presentava alcun problema!”. Fanno loro eco i colleghi del San Raffaele di Milano, i primi ad essere sotto accusa: “Il cuore era sanissimo. E’ vero che si era fermato in un primo tempo, ma era ripartito e non c’erano cicatrici da infarto nel tessuto. La morte del donatore è stata causata dalla mancanza di ossigeno al cervello dovuta proprio all’arresto cardiaco, ma non dal mal funzionamento del cuore!”

Un cuore che si ferma si può donare?

Bisogna distinguere bene tra INFARTO e ARRESTO CARDIACO. Un infarto avviene quando il cuore, malato quasi sempre, smette di battere perché non riceve sangue e ossigeno, di conseguenza molte delle sue cellule muoiono e formano delle cicatrici. Succede quasi sempre in persone con precedenti malattie cardiache o con occlusioni gravi dei vasi cardiaci. L’arresto cardiaco, invece, può succedere anche a una persona sanissima… per uno shock emotivo molto forte, per un trauma... in quel caso il cuore è sano, ma per colpa di una fibrillazione improvvisa dovuta a fattori esterni si blocca. In quel caso è ancora idoneo per un trapianto. Ma sarà l’autopsia a chiarire, nel caso del San Camillo, e come dice il ministro Lorenzin: “Vanno fatte indagini accurate, perché se si trattasse di errore sarebbe gravissimo!” 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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