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Adesso si può guidare anche con l’emofilia

Le malattie cosiddette “invalidanti” non sono tutte uguali. Se la sclerosi multipla o la narcolessia sono pericolose alla guida di un’auto (i muscoli smettono di funzionare, arriva un colpo di sonno improvviso) le malattie del sangue non per forza lo sono. Tra queste, ad esempio, la Talassemia e l’Emofilia. Quest’ultima malattia è una anomalia che impedisce al sangue di coagulare, per cui anche un taglietto può sanguinare tanto e a lungo. E’ una malattia ereditaria che colpisce soprattutto i maschi e fino a qualche anno fa impediva loro di conseguire la patente di guida. Qualsiasi patente.

Via libera alla patente

Oggi le cose sono cambiate, per fortuna. La proposta del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio sta per essere approvata, in quanto si è finalmente capito che né l’emofilia in quanto malattia né le terapie a cui ci si sottopone per combatterla tolgono lucidità o capacità di gestione di un mezzo su strada. Ovviamente soddisfatta la Federazione delle Associazioni Emofilici (FEDMO) che attendeva questa soluzione da tempo.

 Sicuri sulle strade

L’emofilia rimane una malattia cronica e senza cura, come ce ne sono molte altre (il morbo di Crohn, la nevralgia del trigemino…) ma può usufruire di cure all’avanguardia che permettono alle cellule del paziente di tenere a bada le emorragie piccole o grandi che siano. Sono terapie che non hanno effetti negativi sulle capacità della persona la quale, anzi, essendo abituata a reagire per tempo saprebbe in ogni caso cosa fare (e saprebbe di NON dover guidare) se dovesse ferirsi. Certamente rimane alto il rischio in caso di incidente stradale, ma proprio in quanto emofilici possiamo star sicuri che almeno queste persone guideranno con estrema prudenza sulle strade. 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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