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Torna la peste: diversi morti in Madagascar

Se l’Organizzazione Mondiale della Sanità spende un milione e mezzo di dollari per inviare aiuti e medicine (1,2 milioni di dosi di antibiotici ) in Madagascar significa che la cosa è seria, non si sta scherzando. Una grave epidemia di peste polmonare ha già colpito 449 persone sull’isola, causando 48 morti. Il numero delle vittime è molto contenuto, il che fa ben sperare, ma quello che terrorizza è il ritorno in forma aggressiva di una malattia di cui non si sentiva parlare ormai da secoli.

Il ritorno della peste

La peste non è mai stata eliminata (due casi si registrarono due anni fa negli Stati Uniti!) ma era affrontata ovunque nel mondo come malattia curabile e non più epidemica. I dati che provengono dall’isola africana, invece, ci raccontano una realtà nuova, diversa. La peste polmonare è una delle forme più gravi e contagiose delle varie forme di peste conosciute. Non è quella famosa che devastò l’Europa nel medioevo ma è una sua parente stretta e fermarla è importantissimo anche perché sta avanzando a ritmi insolitamente rapidi. E’ vero che di solito è causata da un batterio che vive in condizioni di scarsa igiene (in Europa fu debellato inserendo le norme igieniche di base, prima su tutti il lavaggio delle mani), ma ancora oggi si trova tra gli animali, per esempio negli allevamenti.

Prenderla per tempo per fermarla

La peste viene diffusa dai piccoli animali, come i topi, che transitando dagli ambienti infetti prelevano i batteri e li portano con sé. In caso di peste bubbonica o altri tipi di peste, il contagio avviene quando i batteri toccano il corpo o i liquidi (sudore, saliva, pus) dei pazienti malati, ma nel caso della peste polmonare ci si può contagiare con un colpo di tosse o con un bacio, scambiandosi insomma l’aria da bocca a bocca. La profilassi immediata che si sta eseguendo in Madagascar dovrebbe far finire l’epidemia prima che varchi i confini dell’isola, ma tenere alta la guardia è sempre giusto. Nelle maggiori città sono già cominciate le disinfestazioni dai topi e da insetti e il personale ospedaliero viene costantemente istruito. La peste polmonare si può fermare anche curando per tempo casi apparentemente “minori” che se trascurati si trasformano in forme  letali. 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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