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Bimba non vaccinata rischia di morire per il tetano

Oggi Enrica (nome di fantasia) ce l’ha fatta e torna a casa con mamma e papà. Ma poteva morire in 48 ore, da quando cioè si è manifestato il tetano nel suo corpicino, a causa di un taglietto che si era procurata durante i giochi. Un mese di cure, di ansia, di dolore… e anche di spese, per la famiglia e per lo Stato. E non è l’unico caso. I genitori confessano: “Non l’abbiamo vaccinata per paura degli effetti collaterali del vaccino”, e per non correre un rischio su un miliardo hanno esposto la loro bimba alla morte quasi sicura.

Quella “puntura” che salva la vita

Proprio per la vivacità dei bambini, che giocano e si rincorrono e cadono ovunque (al parco, in giardino, in casa, a scuola) una vaccinazione come l’antitetanica dovrebbe essere la prima. Il tetano non è una malattia contagiosa ma è una infezione (mortale!) che si prende ferendosi con oggetti sporchi, arrugginiti, ma anche con un sasso in campagna o con uno spigolo di legno. Per chi è cresciuto negli anni Ottanta, il vaccino antitetanico era un drammatico appuntamento. L’odiosa “puntura” che si faceva prima ogni 5 anni, poi ogni 10 e infine, da adulti, all’occorrenza. Ma quella puntura che ci faceva paura ci ha salvato la vita. Ancora oggi chi fa lavori a rischio (falegname, muratore, netturbino…) continua a vaccinarsi costantemente. E’ IMPENSABILE che non si vaccinino i bambini, che a questo rischio sono esposti ogni minuto.

Troppi bambini morti senza vaccino

Soltanto quest’anno sono stati più di 10 i casi di bambini morti per mancata vaccinazione. Al di là dei casi di meningite, ci sono stati decessi per morbillo, per complicanze della rosolia, per il tetano. La maggior parte di loro non era stata vaccinata perché i genitori si erano fatti illudere dalle notizie “fai da te” che escono a grappoli sul web. Il vaccino è un veleno, il vaccino uccide, il vaccino causa danni permanenti …. Tutte bufale pericolose! Il vaccino può avere (lo ripetiamo a caratteri cubitali PUO’-AVERE) qualche reazione avversa, ma si tratta di un caso su milioni -o su miliardi- che tra l’altro può essere risolto nello stesso ambulatorio dove avviene la vaccinazione (per questo si rimane un’ora in osservazione, dopo).  Il rischio di morire in poche ore per un taglietto, o per il contagio con un amichetto, invece è cento volte superiore. Vi sentite di correre quest’ultimo rischio sulla pelle dei vostri bambini?

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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