Home » Benessere » I migranti non portano malattie. Si ammalano qui

I migranti non portano malattie. Si ammalano qui

Ci dispiace tanto per tutti quei politici che basano la propria campagna elettorale sulle bufale, e che vanno dicendo in giro che “i migranti portano le malattie”, ma non è vero niente. Addosso a queste persone, già ferite a morte dalla vita, sono piovute accuse di aver portato Ebola, la tubercolosi, la malaria, il tifo …! L’unica “malattia” che è stato verificato arrivi insieme ai migranti, anzi sulla loro pelle, è la scabbia. Che poi una vera malattia non è ma una irritazione della pelle dovuta a scarse condizioni di igiene … come avviene a chi viaggia per otto giorni insieme a una folla stipata in piccole barche, senza bagni né acqua. Ma come può succedere anche nelle nostre palestre o negli asili dei nostri bambini “bianchi” e puliti.

L’unico rischio sono le malattie mentali

In realtà, e questi sono dati ufficiali registrati in tutto il 2016, i migranti arrivano in Italia sani nel 98% dei casi. Dove “sani” significa privi di malattie contagiose, ma purtroppo per loro non privi di ferite o cicatrici causati dalle torture disumane che hanno subito all’imbarco. Portano dolore, paura, depressione, quello sì … alcuni di loro portano anche il pericolo di malattie mentali latenti, date soprattutto dai traumi subiti (centinaia gli stupri, tanto per dirne una), ma su nessuno di loro è stato riscontrato un solo bacillo o virus pericoloso. Niente AIDS, niente TBC, niente tifo. Eppure nel giro di pochi mesi questi stessi migranti hanno bisogno di cure per colpa di malattie che li affliggono … e che però contraggono in Italia.

Si ammalano in Italia

Gli studiosi hanno evidenziato che sono le scarse condizioni igieniche e la carenza di visite mediche nei nostri centri di accoglienza che scatenano nei migranti alcune malattie e mediocri condizioni di salute. La maggior parte sono infezioni che si scambiano negli ambienti a dire il vero poco idonei che troppi centri di accoglienza presentano. E se qualcuno contesta che queste sono “balle propagandistiche” i medici rispondono con dati logici ineccepibili. Un malato non potrebbe mai affrontare le torture e il viaggio soffocante per mare. Chi si imbarca già malato muore e viene gettato in acqua prima dell’arrivo. Chi arriva vivo in Italia vuol dire che ha una salute davvero invidiabile e una voglia di vivere che va oltre qualsiasi virus o batterio resistente. Chiediamoci invece come mai li accogliamo NOI in condizioni tanto pessime, presso gli alloggi che assegniamo loro. 

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Guarda anche

Ecco la “Testing Week” per scoprire chi ha l’AIDS

E’ partita sabato e andrà avanti fino a venerdì 24 novembre la cosiddetta “Testing Week”, ...

Condividi con un amico