Home » Benessere » Ecco la “Testing Week” per scoprire chi ha l’AIDS

Ecco la “Testing Week” per scoprire chi ha l’AIDS

E’ partita sabato e andrà avanti fino a venerdì 24 novembre la cosiddetta “Testing Week”, la settimana degli esami. Esami specifici, per sapere se si è malati di AIDS o se si ha in corpo l’infezione da Hiv. Il dramma italiano -ma non solo italiano- è che una persona su quattro non sospetta nemmeno di essere contagiata e va avanti con la vita di tutti i giorni rischiando di contagiare anche altri.

L’importanza del preservativo

L’infezione da Hiv si contrae con scambio di sangue o di liquidi sessuali, dunque sono sempre a rischio le persone che subiscono trasfusioni di sangue, chi lavora a contatto con feriti e chi ha rapporti sessuali occasionali e non protetti. Mentre, però, sul sangue ci sono controlli abbastanza serrati, proprio per evitare la diffusione di sangue infetto, sul sesso il controllo dobbiamo esercitarlo noi. E’ sempre saggio e intelligente evitare i rapporti sessuali casuali, o le avventure di una notte. E se proprio ci va di farlo, almeno pretendiamo l’uso del preservativo. ATTENZIONE, NON CONTRACCETTIVO… MA PRESERVATIVO. La pillola evita le gravidanze ma non il passaggio di virus tramite i canali vaginali!

Controlli anti AIDS e anti epatite

Il problema dell’AIDS è che ha un periodo di incubazione molto lungo, anche di decenni, per cui è possibile che un uomo o una donna che conosciamo da molto tempo, che ci è sempre stato/a fedele e di cui ci fidiamo sia malato o infetto, perché vent’anni fa … anche prima di conoscerci… ha avuto rapporti non protetti. E a volte proprio queste persone, che non sospettano di essersi infettate in gioventù, sono i peggiori untori “inconsapevoli”. In questa settimana che si conclude il 24 novembre si potrà dunque approfittare degli esami gratuiti promossi dalla LILA (Lega Italiana Lotta all’AIDS) presso gli ambulatori che aderiscono al progetto. E non solo per vedere se si ha l’Hiv… lo stesso esame si può effettuare per capire se si è infettati dall’epatite C, che come l’AIDS resta dormiente per anni.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Guarda anche

Unicef: Ogni ora 18 bambini colpiti da Hiv

Ogni ora 18 bambini sono colpiti da Hiv. Il drammatico dato è riportato dall’Unicef in ...

Condividi con un amico