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Meningite: perché i media la “cavalcano” tanto?

Fateci caso. Non passa giorno che le notizie non riportino un nuovo caso o un morto per colpa della “meningite”. Non esiste una epidemia in atto, ma è come se ci fosse data l’attenzione morbosa che i media porgono a questa malattia che in realtà sono tante malattie diverse e sono una presenza costante nella sanità mondiale. La meningite, o LE meningiti, sono patologie batteriche (a volte virali) che causano l’infiammazione delle membrane che coprono il cervello e la conseguente sofferenza di esso. I sintomi sono quasi sempre identici: forte mal di testa, con vomito continuo e febbre, stato confusionale o di incoscienza e rigidità dei muscoli del collo.

Tante “meningiti” che fanno notizia

Esistono meningiti che si curano con una terapia normale, meningiti che richiedono la terapia intensiva, meningiti contagiose e meningiti che si esauriscono in un solo individuo, e meningiti fulminanti contro cui si può davvero poco. Ogni anno, di norma, in un Paese come l’Italia muoiono di meningite 50 persone… che nelle statistiche globali sono pochissime e dunque non costituiscono allarme. L’allarme è nato l’anno scorso quando la maggior parte dei casi si ebbe in Toscana, il che era anomalo. Ma ogni tanto succede che un batterio particolarmente aggressivo della meningite si concentri in una zona precisa, successe anche in Inghilterra nel 1999, eppure nemmeno in quel caso si parla di “epidemia”. I media oggi cavalcano molto il tema meningite perché attira ascolti e perché un po’ viene imposto dalle campagne pro vaccinazione, che sono sempre giuste.

Giovani disabituati ai batteri

Proprio la mancata vaccinazione per generazioni ha permesso alla meningite di presentarsi così spesso, in particolare tra i giovanissimi. Un altro fattore che favorisce la meningite, come altre malattie, è l’eccessiva condizione di igiene asettica in cui facciamo crescere i bambini oggi. Li proteggiamo fin da piccoli da qualsiasi minuscolo malanno, con la conseguenza che il corpo non sa difendersi e quando deve affrontare battaglie pesanti -come appunto una meningite- non è resistente abbastanza. Dunque vaccini e profilassi aiutano a evitare drammi, ma anche permettere ai bambini di correre nel fango, ogni tanto, li aiuta a fortificarsi contro i batteri che girano nel mondo esterno. Non siamo in “allarme meningite”, siamo perfettamente nella norma della casistica annuale. Ma è bene che se ne parli, anche in modo esagerato, perché deve tornare una cultura del vaccino.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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