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Disturbi dell’Apprendimento: non staremo esagerando?

Ma che succede ai bambini italiani? Ce lo si domanda, davanti all’aumentare drammatico di DSA (disturbi specifici dell’apprendimento). Possibile che i nostri figli improvvisamente siano tutti affetti da dislessia, discalculia, disgrafia, calo di attenzione, iperattività e tutta un’altra serie di problemi che richiedono insegnanti di sostegno, libri specifici, metodi particolari di insegnamento? I costi per mantenere questi bambini agli studi sono elevatissimi e il dubbio che qualcuno “ci marci”, e che si scambi per dislessia la semplice pigrizia o un comune disturbo oculistico, cominciano a farsi sentire.

Le scuole “gonfiano” le percentuali?

Come facevano i bambini del 1800 o del 1960, quando addirittura la scienza e le tecniche mediche erano meno evolute di adesso? Come mai allora si poteva studiare da soli  e ora tutti hanno bisogno di aiuti speciali? Non sarà che c’è troppa superficialità nell’affrontare problemi che magari sono molto più banali di un vero disturbo dell’apprendimento? L’ultima indagine ISTAT conferma che solo in Italia, in dieci anni, i bambini DSA sono aumentati  del 40% (mentre contemporaneamente diminuisce il numero degli studenti nelle classi). Ciò non combacia con le diagnosi dei pediatri e dei logopedisti che parlano di un massimo del 3% di bambini con disturbi dell’apprendimento come la dislessia. Le scuole invece dicono che la percentuale è del 10%. Chi imbroglia?

Tre DSA su quattro non sono veri

Secondo le ricerche, almeno 3 diagnosi su 4 sono sbagliate. Nel senso che si scambia per DSA qualcosa di molto meno serio e più banale, qualcosa che si corregge con più impegno nello studio, con più attenzione da parte dei genitori, con una educazione che inviti i ragazzini a concentrarsi di più sui libri e di meno sui video e i tablet. Insomma, questa improvvisa “invasione” di bambini bisognosi di attenzioni speciali potrebbe essere sì un problema di pigrizia… ma non tanto del bimbo quanto dell’adulto (genitore, medico, insegnante che sia). Disturbi come la dislessia, la discalculia, la disgrafia, l’impossibilità di concentrarsi su un compito specifico sono di origine neurologica e per questo sono per forza di cose limitati a pochi casi. E’ impossibile che una intera popolazione di persone dall’oggi al domani sviluppi problemi di questo genere. Guardiamoci intorno e cerchiamo di capire chi sta esagerando.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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