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Ecco la terapia “ipertermica” che cura i tumori con poco

Sapete cosa fa davvero tanto male alle cellule tumorali? La mancanza di ossigeno unita a un calore estremo. I ricercatori lo sanno da tempo, infatti si è cominciato fin da subito a usare la radioterapia, ma non si è ancora trovato un metodo risolutivo generale che si basi su questi due elementi o su uno di essi con efficacia. Adesso, però, i progressi fatti nel campo di questi studi stanno dando risultati incoraggianti. Ad Arezzo si è registrata la prima guarigione da tumore ai polmoni, grazie alla IPERTERMIA.

Cos’è l’ipertermia?

Non si sostituisce alle altre cure, non elimina la chemio o la radioterapia… ma le aiuta enormemente. La ipertermia mira a indebolire fortemente il tumore bombardandolo con temperature elevate, grazie a un sistema elettromagnetico a bassa frequenza che scatena calore diretto anche a 42° e che riesce a indirizzarlo esattamente dove serve, senza danneggiare i tessuti intorno. La massa tumorale viene così condotta alla necrosi e gli altri trattamenti farmacologici possono distruggerla più facilmente. Attenzione però! Questo trattamento si può eseguire solo su masse tumorali ben visibili e solide, impossibile usarlo per le leucemie che sono “sparse” nel sangue.

Effetti collaterali?

Alcuni soggetti sottoposti a ipertermia hanno manifestato effetti collaterali, come irritazioni e bruciori, ma si tratta di cose minime e non pericolose per la salute generale del corpo a fronte dei risultati. Se effettuata subito dopo una seduta di chemio, la ipertermia moltiplica la capacità di ripresa del sistema immunitario che va dunque a finire il lavoro di distruzione iniziato dal farmaco, riducendo la massa tumorale ed evitando le metastasi. Una terapia da tentare, quindi, ma che in pochi conoscono. E dire che in Italia esistono centri che la praticano con successo e nella maggior parte dei casi gratuitamente (a pagamento costerebbe circa 400 euro) . Tra i centri che la usano: ospedale Moscati di Avellino, l’Istituto dei Tumori Giovanni Paolo II di Bari, gli ospedali di Brescia, il Sant’Anna di Caserta, diverse case di cura di Roma e altri (elenco QUI) in giro per il Paese.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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