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Esperimenti “radioattivi” sotto il Gran Sasso. La risposta della scienza

Perché parliamo di un argomento “ecologico” in una rubrica di Salute e Benessere? Perché crediamo nella scienza, nella medicina, e nei progressi che grazie allo studio dell’uomo si sono raggiunti e si raggiungono nel corso dei secoli. Dobbiamo farlo anche per dar voce alla scienza che in un Paese come l’Italia è trattata come si trattavano i gatti neri nel Medioevo. Forse perché un po’ l’Italia ha una mentalità medievale, dato che tutto ciò che è nuovo viene classificato come “pericoloso”. E così hanno fatto LE IENE nella loro ultima trasmissione attaccando un progetto scientifico importante denominato “Sox” e che sta per consegnare all’Italia uno dei meriti più elevati al mondo.

Un esperimento di importanza mondiale

Qual è il problema? Che l’esperimento si svolge nei laboratori ricavati sotto il Gran Sasso, in una galleria sotterranea assolutamente sicura, perché costruita proprio per proteggere il lavoro e la vita dei ricercatori. E perché l’esperimento utilizza 44 grammi (GRAMMI, non chili!) di una sostanza che può essere radioattiva. Apriti cielo! Scandali, accuse, perfino un partito politico che chiede che si fermi tutto e si chiudano i laboratori… mettendo in crisi uno studio che ci invidia tutto il mondo e che potrebbe (poteva?) dare alla scienza nuove strade importanti per capire il funzionamento delle materie del mondo e dello stesso corpo umano. Perché TUTTI siamo un po’ radioattivi e, come spiega ironicamente il dottor Federico Carta, la cacca del cane e il corpo della nonna che abbracciate con piacere emettono molta più radioattività di questi 44 grammi in uso al Gran Sasso.

L’esperimento Sox non si deve fermare

SOX è uno studio che nessun altro sta facendo nel mondo, che mira a capire meglio quelle particelle dette neutrini e il loro funzionamento se attivati da breve distanza. Questi interagiscono di rado col resto della materia ma se lo fanno possono nascondere benefici mai visti. Il fatto che a fare questo test sia l’Italia è fonte di invidia anche da parte di studiosi americani e cinesi, tutti vorrebbero essere al nostro posto adesso mentre gli italiani vorrebbero fermare tutto.  “Capite perché la gente va via dal Paese?” dice ancora il dottor Carta che spiega anche come i primi ad essere esposti siano loro, gli scienziati, e per questo le misure di sicurezza (se mai siano necessarie con soli 44 grammi di radiazioni) sono estreme. Non è Fukushima, non siamo a Chernobyl. Quarantaquattro grammi di sostanza “potenzialmente” radioattiva non causano il cancro, non rendono l’aria irrespirabile e non fanno esplodere le montagne. Davvero triste che una trasmissione televisiva poco informata voglia mettere fine a uno dei pochi fiori all’occhiello rimasti all’Italia. Per informazioni più accurate (LEGGETELE TUTTE) visitate questo sito.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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