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Il “veleno dei piccioni” usato per uccidere

Giovanni Battista Del Zotto (94 anni), la moglie Gioia Maria Pittana (91) e la figlia Patrizia (63) erano morti a inizio ottobre per “avvelenamento da Tallio”. Una sostanza, questa, che si trova in grande quantità negli escrementi di piccione e che, se questi vengono polverizzati e inalati, può causare gravi danni tra cui anche la morte. Ma ci vuole davvero tanta quantità di escrementi secchi di piccione per uccidere una persona, figurarsi tre. Per questo l’ipotesi degli investigatori, sulle prime, si era rivolta al casolare di campagna della famiglia.

Un avvelenamento voluto

Dentro una ex stalla usata ora come stanza da relax poteva essere rimasta traccia di quella sostanza, anche dopo aver ripulito tutti gli escrementi di piccione raccolti lì in anni di abbandono. Ma era ancora troppo “poco” per uccidere addirittura tre persone, di cui una (la signora sessantenne) ancora in ottima salute. E così si è indagato altrove e si è scoperto che il Tallio era stato comprato ad hoc e confuso tra le erbe della tisana che i tre avevano bevuto per giorni, mentre erano in campagna. Dunque, avvelenamento intenzionale, pensato finemente e conoscendo bene l’associazione mentale verso i piccioni per sviare le indagini. Ne avevamo parlato anche noi, mettendo in guardia la gente dai nidi di questi uccelli.

Ma i piccioni restano un pericolo

Sebbene oggi questa storia abbia preso altre vie di risoluzione, bisogna comunque continuare a parlare dei piccioni e delle scarsissime condizioni igieniche in cui vivono. Si annidano a popolazioni intere in campanili, case abbandonate, luoghi chiusi, dove mangiano, fanno escrementi, muoiono e a volte covano le uova negli scheletri di altri piccioni morti! Si tratta di animali non proprio pulitissimi e il fatto che volino ovunque fa in modo che portino in giro la sporcizia. Il Tallio è un pericolo reale, soprattutto in quelle vecchie chiese dove si trovano anche “metri” di escrementi di piccione, ma non è l’unico: infezioni, allergie, problemi alla pelle sono tutte conseguenze di ambienti “inquinati” dai piccioni. La soluzione? Mettere le reti trasparenti alle finestre e ai campanili, per evitare che gli uccelli li prendano come luoghi in cui vivere per sempre.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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