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L’Arco Sterile che cura gli occhi dappertutto

Arriva al Sud, in Puglia, precisamente alla Clinica Oculistica del Policlinico di Bari la novità assoluta in campo di cure oculistiche. Un macchinario in grado di intervenire e curare la pericolosa degenerazione maculare, ma anche retinopatie diabetiche, e patologie minori ma che possono avere rischi per il futuro. Il macchinario si chiama ARCO STERILE  e sarà presentato proprio nel giorno di Santa Lucia, protettrice degli occhi, alla presenza del presidente della Regione, Michele Emiliano, del sindaco di Bari Antonio Decaro, del rettore Università degli Studi di Bari Antonio Felice Uricchio e ovviamente le autorità del policlinico.

Cos’è l’Arco Sterile

Il Policlinico di Bari tratta, in oculistica, circa 6000 casi ogni anno e si tratta di varie tipologie di malattia che vanno dalle curabili e meno gravi a quelle che rasentano la cecità. Alcune patologie possono solo essere alleviate e non curate del tutto, ma con l’Arco Sterile si otterranno risultati formidabili anche su queste. Si tratta di un macchinario mobile, su ruote, formato da un lettino centrale e pareti scorrevoli ai lati. Una volta sistemato intorno al paziente è in grado di creare un micro ambiente sterile soltanto emanando flussi laminari orizzontali. L’ambiente sterile permette ai medici di operare micro operazioni chirurgiche in piena sicurezza, ovunque nella clinica, non per forza in sala operatoria.

Si abbattono le liste di attesa

Intorno all’area sterile si creeranno le condizioni per poter usare gli attrezzi e i bendaggi senza il rischio di infiltrazioni batteriche e il fatto che ciò possa avvenire in qualsiasi luogo fisico abbatte le lunghe liste di attesa che portano, a volte, a intervenire sulle maculopatie dopo due anni dalla prenotazione! Un tempo troppo lungo per le conseguenze. Come spesso succede, molte delle cure e dei macchinari che vengono adottati dalla medicina civile vengono da lunghe sperimentazioni in ambito militare, e anche l’Arco Sterile aveva avuto una sua storia nell’esercito francese prima di essere approvato in uso in tutti gli ospedali del Paese. In Italia arriva per la prima volta in assoluto, ed è un orgoglio per la Puglia che sia proprio Bari la prima città ad aprirlo ai pazienti.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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