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Tubercolosi: ecco come individuarla nelle urine

Dato che è tornata, bisogna batterla sul tempo. Parliamo della tubercolosi, malattia che si conosceva fin troppo bene fino al XIX secolo ma che sembrava quasi estinta, salvo ripresentarsi adesso molto più agguerrita di prima. La ricerca deve tornare ad esaminarla e a cercare rimedi, possibilmente definitivi, contro i batteri che ne sono causa certa. Uno studio pubblicato su Science Translational Medicine, frutto della collaborazione tra Istituto superiore di sanità (Iss), George Mason University e altre istituzioni internazionali ha reso noto che potrebbe essere identificato nelle urine il  Mycobacterium Tuberculosis (Mtb).

Il batterio nelle urine

La diagnosi della tubercolosi è sempre stata abbastanza precisa, ma a volte richiede tempi lunghi e per questo c’è bisogno di cambiare metodo. Usando delle nanoparticelle che catturano, nelle urine del paziente, le tracce della presenza del batterio della Tbc è possibile velocizzare i tempi diagnostici ma anche abbattere i costi che oggi sono un altro dei problemi della cura di questa malattia. La precisione del nuovo test, permette anche di distinguere la presenza della Tbc nei soggetti che hanno, in concomitanza, la presenza del virus Hiv. Questa distinzione diventa fondamentale soprattutto per diagnosticare la malattia nei Paesi poveri dell’Africa, dove entrambi i problemi sono gravissimi e diffusi. Una volta provata l’efficacia di questa tecnica innovativa si potrà tentare il suo approccio anche per altre malattie infettive, o per patologie croniche, velocizzando i tempi di cura e risposta da parte del paziente. La tubercolosi è una malattia polmonare che comporta febbre, forte tosse con espettorato di sangue e rischio elevato di infezioni respiratorie. Fino al XX secolo era considerata, ed era di fatto, una malattia mortale e fu soltanto nel 1908 che si capì come affrontarla. Un primo vaccino fu sperimentato nel 1921 con discreti risultati ma fu soprattutto il miglioramento dello stile di vita, di alimentazione e di protezione contro gli agenti climatici avversi a determinare, almeno in Europa, la sua quasi totale scomparsa. Oggi sta tornando insieme ai nuovi poveri che sbarcano sulle nostre coste. Il vantaggio è che sappiamo cosa combattere e come farlo. E le condizioni igieniche sono dalla nostra parte.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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