Home » Benessere » Un trapianto “particolare” per salvare l’intestino

Un trapianto “particolare” per salvare l’intestino

Se un giorno venissero a dirvi che è possibile fare un trapianto di … feci, voi come reagireste? Probabilmente con una grassa risata, pensando a una barzelletta. Ma non è niente di comico, anzi, è una idea innovativa che potrebbe significare la salvezza e la salute per migliaia di persone che soffrono di patologie intestinali gravi, spesso anche resistenti alle terapie più aggressive. Una di queste è ad esempio la KPC -Klebsiella Pneumoniae Carbapenemasi- un’infezione batterica che resiste a tutto e che a lungo andare provoca infezioni anche mortali.

Il trapianto di feci

Le infezioni intestinali, di questi tempi, sono in forte aumento a causa di abitudini alimentari sbagliate, di stress che abbatte le difese, ma anche a causa di allergie dovute all’inquinamento e alla resistenza dei batteri di fronte ai farmaci più comuni usati per combatterli. Ultimamente si è scoperto che un batterio in particolare -Clostridium Difficile- è alla base di molti problemi intestinali seri e sperimentando tecniche nuove per abbatterlo si è visto che il trapianto di feci funzionava alla grande. Ci si è chiesti allora perché non provarlo anche per la terribile KPC, che miete vittime tra pazienti immunodepressi, trapiantati e fragili di costituzione?

Un aiuto prezioso alla flora batterica malata

Si tratta di un test ancora recente, con pochi dati a nostra disposizione. Ma i 25 pazienti malati di KPC che si sottoporranno presto alle sperimentazioni potrebbero trovare in questo tentativo l’unica speranza di vita. Tramite un sondino che collega il naso all’intestino si inseriscono alcuni batteri fecali “buoni” prelevati da gente sana e li si innesta nella flora batterica malata di questi soggetti. La speranza è che i batteri buoni riescano a superare di numero quelli nemici e quindi a sanare l’intestino di questi malati che, altrimenti, dovrebbero andare incontro a dolorose alternative come l’asportazione di parti dell’intestino o le sepsi e la conseguente morte. Dunque non è proprio una cosa banale o ridicola come “donare la cacca”, ma un innesto batterico che comunque proviene dalle feci ma che serve, in questo caso, come ultima “medicina naturale” contro un nemico potente e ancora poco conosciuto. Funzionerà?

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

x

Guarda anche

Polmoni: il vapore sostituisce il bisturi

Un metodo tutto nuovo per intervenire su tosse cronica, dispnea, polmoni che si appesantiscono e ...

Condividi con un amico