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Se è un veleno a salvarci dall’ictus …

C’era una volta l’ictus … Un coagulo di sangue bloccava una vena del cervello, il sangue non passava più e si moriva i colpo (appunto, “colpo” si chiama). Oggi sappiamo che ci sono mille modi per prevenire, prevedere e evitare l’ictus, primi fra tutti con i farmaci anticoagulanti che impediscono la formazione di quei grumi assassini. Oggi questi farmaci sono molto migliorati, tanto che si parla di “seconda” o “terza generazione” ma gli anticoagulanti di “prima generazione” – che si usano ancora- sono altrettanto efficaci sebbene richiedano un attento dosaggio.

Il primo anticoagulante era un veleno

Perchè? Perché nascevano da un veleno potentissimo! Lo scoprì, suo malgrado, un allevatore americano dell’inizio del Novecento, che fece analizzare il fieno delle proprie stalle dato che tutte le sue mucche stavano morendo inspiegabilmente e tra gravi emorragie interne! L’analisi evidenziò la presenza di un fermentante chiamato dicumarolo. Grazie a più approfonditi studi condotti nei decenni successivi alla scoperta presso l’Università del Wisconsin, si poté isolare la molecola di questo veleno, chiamata warafin. E si trovò anche l’antidoto. Ma quello che rese famoso il dicumarolo fu proprio la sua capacità di scatenare emorragie. Era nato il primo anticoagulante.

Un farmaco (ancora usato) nato dal veleno

Fu negli anni Cinquanta del secolo scorso che si decise di usare per la prima volta la molecola del dicumarolo per curare un uomo che soffriva di frequenti trombi nel sangue. Ovviamente dosando con attenzione il veleno, per evitare di ottenere l’effetto troppo opposto, si riuscì a eliminare i grumi di sangue e a evitare al paziente un ictus mortale.  Oggi forse scoprite che nell’armadietto dei medicinali del nonno, o del vostro genitore o dell’amico c’è il COUMADIN, un ottimo anti coagulante a base proprio di warafin, la molecola di un potente veleno. Non tanto potente da uccidere sul colpo, per cui è possibile dosarla ad arte, ma potente quanto basta per mantenere il sangue liquido e nelle persone con rischio trombi e rischio ictus, è proprio questo che salva la vita. Oggi con i nuovi anticoagulanti, il rischio tossico è azzerato e si può andar sicuri. Ma la storia dimostra che non tutto quello che appare maligno alla fine lo è.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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