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Psicologia: se i bambini sono “blu” lavorano meglio

Uno studio internazionale recentemente condotto sull’integrazione e l’educazione dei più piccoli ha aperto una luce nuova sulle classi “miste”, dove per mista si intende formata in parte da bimbi di origine italiana e di origine straniera. Una distinzione che ancora noi, in Italia, facciamo ma che altrove non esiste più da tempo, perché se un bambino africano studia con nostro figlio deve essere italiano e basta. Ma se la nostra mente adulta è ancora frenata da schemi di razza, quella dei bambini non vede confini né colori. Lo dimostra proprio questo studio condotto su 150 piccoli di età compresa tra 6 e 9 anni.

Bambini blu

I bambini venivano divisi in due gruppi e a entrambi veniva chiesto di disegnare le avventure di una classe di piccoli alieni del Pianeta Astra. Ad un gruppo veniva detto che “tutti i bambini alieni erano blu”, mentre il secondo gruppo poteva dividere i bimbi tra gialli e blu. Entrambi i gruppi hanno prodotto avventure e disegni davvero particolari, ma il gruppo in cui i bambini erano “tutti blu” ha dimostrato più creatività di quello in cui si chiedeva una distinzione tra gialli e blu. Bisogna dire che entrambi i gruppi erano equamente formati sia da bimbi italiani che da bimbi di origine straniera (Africa, Asia, Europa dell’Est), in modo da avere la stessa percentuale di diversità in entrambi.

I bambini blu stanno bene insieme

Ma mentre il gruppo in cui veniva accentuata la diversità (giallo e blu) lavorava meno bene quello in cui tutti i bimbi erano uguali (tutti blu) dimostrava più sintonia, più armonia e dunque più creatività. Ciò smentisce categoricamente una serie infinita di pregiudizi tutti italiani: che i piccoli stranieri con la loro cultura diversa “traumatizzano” gli italiani; che le classi miste italiani/stranieri lavorano male; che le classi miste sono più lente; che non ci potrà mai essere integrazione. I bambini vedono se stessi come “bambini” e basta. Se insegniamo loro a percepirsi tutti uguali, come già tendono a fare, creeranno gruppi uniti e per niente traumatizzati. Il problema siamo noi adulti, non loro.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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