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Psicologia: cos’è il “blue monday” e come sopravvivere

Grief

Siete ancora vivi? Se leggete questo articolo forse sì … e allora siete fortunati dato che lo scorso lunedi, 15 gennaio, era il BLUE MONDAY, il giorno più triste dell’anno. Se ci siete passati sopra senza tanto clamore, rallegratevi… forse fate parte di quelle generazioni del recente passato che sanno affrontare la vita a muso duro e senza correre a piangere da mammina! Se invece ci siete cascati, allora siete dei veri “Millenials”.

Il giorno più pesante per i giovani di oggi

Il BLUE MONDAY (in inglese “lunedì malinconico”) è nato infatti da pochi anni ed è un fenomeno che riguarda i cosiddetti “Duemila”, o “Millenials”, i ragazzotti nati a fine anni Novanta che oggi sono ventenni e che sono stati coccolati fino allo stremo dalle mamme e dalle nonne iperprotettive. Quei ragazzini che non ricevevano mai un NO, che avevano sempre tutto quel che chiedevano, che se venivano rimproverati a scuola erano subito difesi dai genitori sono oggi quasi adulti e incapaci di prendere le difficoltà della vita di petto. Che poi, tornare a scuola o al lavoro, non  è nemmeno una gran difficoltà! Infatti, il terzo lunedì di gennaio viene definito “il giorno più triste dell’anno” perché segue le Feste Natalizie ed è il primo giorno in cui il carico di lavoro si fa sentire davvero sulle spalle.

Ecco come sopravvivere

Ma se i nostri nonni quel carico lo sentivano sempre e non si accorgevano delle variazioni, se noi genitori abbiamo imparato ad affrontare quel carico per sentirci grandi, i figli di oggi si siedono e piangono! Non hanno tutta la colpa, dice la Motivatrice Psicologica dottoressa Marina Osnaghi: “Il loro lavoro è precario, pesante e poco pagato e lo studio non sempre apre sbocchi interessanti”, quindi la loro malinconia è anche normale. Ma non è incurabile. Ci sono delle semplici regole che possono “guarire”: primo, vietato pensare al passato e alle cose tristi, concentrarsi sulle cose belle da fare oggi o domani; secondo, dedicare del tempo a se stessi, anche solo 15 minuti al giorno; terzo, godersi le pause pienamente, cancellando i pensieri del dopo; quarto, porsi degli obiettivi a breve scadenza (consegnare quelle fotocopie per le due, andare al cinema con Roberta alle cinque… ecc) per riprendere il ritmo in maniera dolce e facile. Infine, ma questa ve la suggeriamo noi: pensate che siete vivi e state bene in salute. E’ già un motivo per ridere.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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