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Scimmiette clonate. In Cina un nuovo caso “Dolly”

Vi ricordate il clamore che suscitò la prima clonazione della storia? Fu creata dal nulla una pecora, di nome “Dolly”, con tecniche di laboratorio che elaborarono un embrione senza bisogno di fecondazione ma appunto clonandolo dalla cellula di un ovino. Dolly fu una svolta nella storia della medicina e della ricerca, ma subito rivelò le prime problematiche, non solo etiche. Era sterile, invecchiava a vista d’occhio … insomma, un calvario che alcuni giudicarono crudele.

Due scimmiette clonate

Però grazie a Dolly si poterono condurre diverse ricerche su altrettante malattie, sulle cellule, sull’importanza del loro lavoro nel corpo. Poi Dolly morì e per anni non si parlò più di clonazione. Fino ad oggi, all’annuncio shock della Accademia Cinese delle Scienze che ha rivelato al mondo la nascita di  Zhong Zhong e Hua Hua, le prime due scimmie al mondo nate per clonazione, ovvero inserendo il nucleo di una cellula di un soggetto nell’ovulo -non fecondato- di un altro individuo e lasciandolo sviluppare autonomamente. Si ottiene così una copia identica di quell’individuo, come due gemelli identici, ma con l’aggravante che qui l’uguaglianza è totale, senza segni distintivi. E lo è nel bene e nel male. Anche perché senza fecondazione manca una parte importante di DNA.

I problemi etici rimangono

Per la ricerca medica questi sono grandi risultati. In particolare, l’esperimento con le scimmiette cinesi ha evidenziato il procedimento tramite cellule somatiche, come i fibroblasti,  “tornate” a uno stato primitivo tale da potere essere indirizzati a uno sviluppo diverso. Certamente i risvolti etici sono centinaia. Se è vero che questi esseri clonati, sempre più vicini all’uomo come somiglianza, aiuteranno a scoprire meccanismi di malattie per noi importanti è anche vero che la loro esistenza votata soltanto a una vita da cavie è davvero triste da tollerare. Inoltre rimane aperta la solita domanda inquietante… si arriverà anche a clonare uomini e donne per lo scopo di farne “cavie da ricerca” o peggio donatori di organi, come nei peggiori film dell’orrore?

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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