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Come curare le fobie, che nascono insieme a noi

Quante volte ce l’hanno detto? E’ questione di volontà, devi vincere questa paura… come se fosse un fenomeno passeggero, un capriccio che dobbiamo “smettere” dall’oggi al domani. Le paure, le fobie (tipi di paure più profonde, paralizzanti) , sono invece innate. La paura dei ragni, della folla, dell’altezza nasce insieme a noi, è parte di noi, quindi non si “decide di vincerla”, bisogna fare lunghe terapie per sradicarla del tutto. Lo dimostrano più test condotti soprattutto sugli adolescenti, adulti quanto basta per non credere alle favole ma ancora bambini oppressi dalle proprie paure.

Cinque tipi di fobie

Pare che le fobie più conosciute e diffuse al mondo (per la cronaca: fobia dei ragni, del sangue, degli ambienti chiusi, dei temporali, del buio) si ritrovano al 9% nella popolazione infantile, al 16% in quella adolescente, per la maggior parte tra le donne, un po’ meno tra i maschi. In generale tutte le fobie sono classificate in cinque gruppi specifici: paure legate agli animali, paure legate alla natura (temporali, acqua, ecc.), paura legata a situazioni (tipo il restare chiusi in ascensore, perdersi tra la folla ecc.), paure di contaminazioni fisiche (tra cui rientra la fobia del sangue) e la stranissima fobia dei clown (molto usata dai film dell’orrore) che poi è la paura dell’ambiguo, del mostro nascosto dietro la faccia buona.

Si risolvono con la psicoterapia

Tra tutte queste, sono molte le paure “stupide”, ovvero ingiustificate, ma altrettanto potenti da paralizzare letteralmente una persona. La paura dei ragni è una di queste, ed è presente nell’uomo dal primo giorno come mostrano certi esperimenti su bambini di 6 mesi.  Si tratta sicuramente di un retaggio preistorico che associa il ragno al veleno o a esseri più grossi, magari oggi scomparsi, che un tempo l’uomo aveva ragione di temere. Per curare questa e altre fobie l’approccio unico è quello psicanalitico. Il terapista porta la persona ad analizzare la propria paura, a capire che non è qualcosa di mortale e dunque a superarla. Non è un cammino difficile, se fatto bene, molti casi si risolvono in pochi mesi. Certamente non è una battaglia che si vince da soli.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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