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Retina artificiale restituisce la vista a una donna

“L’intervento più complicato che abbia mai eseguito” così esordisce il dottor Marco Codenotti dell’IRCCS San Raffaele di Milano presentando quello che è avvenuto alcune settimane fa nel suo reparto di Chirurgia Oculistica su una donna di 50 anni non vedente. La signora soffriva di una malattia degenerativa che nei primi 25 anni della sua vita l’aveva portata lentamente a una cecità totale. Dunque erano altri 25 anni che viveva ormai nelle tenebre, affidandosi all’aiuto di altri per ogni movimento. Fino al “miracolo della scienza”.

Milleseicento sensori per tornare a vedere

L’intervento che ha subito è ancora raro, sperimentale si può dire, è stato fatto soltanto altre 9 volte nel mondo prima di adesso. Consiste nell’impiantare una retina artificiale, fatta con materiali biocompatibili e collegata a 1600 micro sensori con software, dentro l’occhio malato e nel metterla “in funzione”. In poco tempo il soggetto impiantato riesce di nuovo a distinguere per lo meno tra luce e ombra. Così è avvenuto anche per la signora operata al San Raffaele che oggi è tornata a casa e sta bene, e sta ricominciando a orientarsi nel mondo, sebbene veda soltanto sagome. Ma in confronto al buio totale di prima è un grande passo avanti. Il dispositivo funziona esattamente come la retina, soltanto che viene regolato da un computer che fa da tramite col cervello.

Risultati immediati

Proprio nell’impianto è consistita la estrema difficoltà dell’intervento. Bisognava non soltanto posizionare bene la retina artificiale, ma anche portare i cavi fuori, all’amplificatore che sta dietro l’orecchio, sottopelle. Un lavoro minuzioso, dove anche il più piccolo errore poteva mandare a monte tutto. Ci sono volute 11 ore e la collaborazione di tutti per riuscire a finire al millimetro ogni manovra ed è stato forse più faticoso di un trapianto multiorgano! Quel che conta però sono i risultati. Immediati, eccezionali, unici … per un problema che fino a nemmeno cinque anni fa era irrisolvibile e destinato a rimanere cecità permanente. Adesso questi soggetti recuperano un minimo di autonomia, ed è già una grande conquista.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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