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Se respiri troppo smog diventi un assassino!

Molto interessante la ricerca condotta dalla Columbia Business School di New York, relativamente agli effetti dell’inquinamento non tanto sulla salute fisica ma anche e soprattutto su quella mentale. A quanto pare, studiando i comportamenti sociali di 9.000 centri urbani di diversa grandezza, si è visto come e quanto il livello di smog presente nell’aria influenzi anche la criminalità locale. Lo studio, pubblicato su  ‘Psychological Science’ mostra con prove alla mano “che l’inquinamento atmosferico può avere potenziali costi etici che vanno ben oltre il ben noto prezzo pagato in termini di salute e ambiente”.

Lo smog condiziona il comportamento umano

Le polveri inquinanti presenti e galleggianti nell’aria delle nostre città non soltanto fanno male all’ambiente, al nostro corpo fisico ma, tramite dei processi che si innescano in carenza di ossigeno, anche al nostro cervello che funziona meglio  di più quando l’aria che lo nutre è pulita. Infatti, le città più piccole, i paesi di provincia, oppure le città grandi esposte meno all’inquinamento (ad esempio situate in zone molto ventose o piovose) presentano livelli di criminalità molto più bassi rispetto alle metropoli inquinate. Si potrebbe obiettare che nel grandi metropoli hanno tutte delle periferie trascurate e carenza di personale nella polizia, il che favorisce più di ogni altra cosa la criminalità locale. Ma gli scienziati sono sicuri della loro teoria perché hanno analizzato persone di razze, religioni, stati mentali e quartieri di residenza diversi, uniti solo dal fatto di abitare o meno in zone inquinate.

Ansia e rabbia aumentano con l’inquinamento

Escludendo dunque altri fattori che possono condizionare la scelta criminale, inclusa la povertà e mancanza di lavoro, rimane come metro di misura solo il tipo di aria respirata dai vari soggetti ed è qui che si conferma l’ipotesi. Il contro esperimento ha messo a confronto persone scelte a caso con fotografie che rappresentavano quartieri ordinati e puliti e quartieri annebbiati dallo smog. Le persone dovevano poi esprimere determinate sensazioni scrivendole su un foglio, rispondendo anche a domande su come reagirebbero in certe situazioni. Davanti alle foto dell’inquinamento la maggior parte dei soggetti manifestava frustrazione, tristezza e rabbia! Anche misurando i livelli di ansia questa è risultata maggiore nelle persone condizionate dall’inquinamento atmosferico. Una ragione in più, quindi, per intensificare la lotta contro questo problema mondiale che stenta ancora a essere risolto.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.

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