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Un vaccino di staminali contro il cancro al seno

Niente facili speranze, si tratta solo di uno studio … il primo passo di un cammino che è appena iniziato … ma potrebbe spalancare le porte a un filone di ricerca tutto nuovo che ci porterà a un vero e proprio “vaccino” contro i tumori. E questo primo passo lo ha fatto l’americana Stanford University che attualmente sta sperimentando sui topi. Protagoniste ancora una volta le cellule staminali … ma non mescolate a casaccio, come avveniva nel discusso metodo Stamina dello scandalo italiano di qualche anno fa. Qui c’è una regola ben precisa e scientificamente provata.

Staminali per allenare il sistema immunitario

Le staminali, le cellule originarie del nostro corpo, stranamente somigliano molto alle cellule dei tumori. La differenza è che le staminali sono vivaci e senza freni perché devono creare, mentre le tumorali sono senza freni per distruggere. L’idea americana è quella di usare le staminali per “allenare” il sistema immunitario a riconoscere il comportamento delle cellule tumorali. Se quel comportamento, infatti, è giustificato nel corpo di un neonato che cresce non lo è in un corpo già cresciuto. Il sistema immunitario sa fare la distinzione ma non sa come approcciare il nemico. Bisogna letteralmente “insegnarglielo”, con delle esercitazioni a base di cellule primitive. Le cellule prescelte per tale esercitazione sono le iPS cells, le cellule dello stesso soggetto riprogrammate per tornare all’origine.

Contro tumore al seno, al polmone, alla pelle

Si elimina il rischio rigetto e si insegna al corpo a difendersi contro cellule che usano lo stesso atteggiamento riproduttivo senza freni, ma per scopi maligni. In questo modo, quando incontrerà la cellula tumorale il sistema immunitario la distruggerà senza esitazioni. E soltanto quella, senza attaccare cellule sane e innocue. Sarebbe un vero e proprio vaccino perché interverrebbe anche anni prima che si sviluppi la malattia e ci terrebbe “immunizzati” contro la sua formazione. A quanto pare, sui topi il metodo sta dando risultati incoraggianti sui tumori legati alla mammella e anche ai polmoni, ma anche su tumori che attaccano la cute ovvero, nel caso dell’uomo, la pelle. Si parla di un 70% di tumori guariti e di un 30% controllati e ridotti.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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