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L’ibrido uomo-pecora nasce solo per i trapianti

La notizia fa inorridire i benpensanti … che già immaginano l’equivalente di un sagittario o di una chimera. Ma l’ibrido uomo-pecora che si sta studiando in questi giorni presso i laboratori dell’Università della California non è un mostro che invaderà il pianeta, è soltanto un cumulo di cellule che un domani potrebbe diventare tessuto organico o addirittura un organo da usare per i trapianti. E’ questo infatti lo scopo primario di questa ricerca.

Cellule create per i trapianti

Non è la prima volta che si tenta di usare parti animali per la scienza dei trapianti. Dopo il famoso “cuore di babbuino” del primo trapianto cardiaco della storia, si sono usate parti del cuore del maiale per produrre valvole cardiache da applicare a cuori umani. Tutti questi esperimenti però hanno un elevatissimo rischio di rigetto, perché se il corpo umano percepisce come “nemico” un organo derivato da altri uomini, con quelli di origine animale è ancora più aggressivo. Per questo si è ritenuto fondamentale “mascherare” le parti animali con elementi di origine umana così da limitare al massimo queste crisi.

L’ibrido uomo-pecora potrebbe funzionare

Nell’esperimento, le cellule sono state colorate con sostanze luminescenti diverse proprio per seguire l’evoluzione e il cammino di quelle umane rispetto a quelle della pecora. A differenza dei tentativi di ibrido uomo-maiale, dove le cellule umane si mantenevano a livelli molto minori rispetto a quelle animali (una su centomila), in questo test si vede come almeno una cellula su diecimila sia umana, dunque con una maggiore diffusione. Man mano che aumenta il numero di cellule umane, il dato organo o tessuto diminuisce il rischio di rigetto. Nessuna paura per l’etica e la morale, perché dopo aver raccolto i dati utili all’esperimento i cumuli di cellule ibride sono stati distrutti. Non nascerà nessun Uomopecora, dunque, state tranquilli! Nascerà, però, molto presto un organo ibrido compatibile per i trapianti senza che si debba sacrificare la vita di nessuno.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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