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Ecco il Museo della Contraccezione che nasce a Vienna

Il museo che mancava adesso c’è. Nasce a Vienna e intende raccontare al mondo, tramite immagini, oggetti, video e altro, la storia della contraccezione e dell’aborto. Argomenti non facili, in molti Paesi del mondo ancora tabù, che qui vengono affrontati con il prezioso aiuto della figura simbolo nazionale austriaca, il padre della psicanalisi  Sigmund Freud.

Un progetto che racconta la storia della contraccezione

L’idea del museo c’era già dal 2003, progettata dal medico ginecologo ,Christian Fiala che ha ripreso gli ambienti di una antica clinica usata per gli aborti clandestini e ha trasformato tutto, modernizzando, ampliando e soprattutto cancellando quei ricordi dolorosi con la spiegazione della contraccezione, mezzo che avrebbe impedito molte gravidanze indesiderate e molti traumi abortivi. Perché non tutti lo sanno, ma la contraccezione è vecchia di secoli. Non è nata nel 1968… quell’anno semmai fu liberata dal marchio di infamia… ma già ai tempi dei Romani si conoscevano metodi per impedire le gravidanze. Il museo conterrà 2000 oggetti, 1100 libri e immagini, anche molto rari, e sarà impostato con visite guidate, alcune anche con il coinvolgimento di tutti i sensi grazie alle nuove tecnologie digitali. Non esiste al mondo un museo come questo, e sicuramente non nasce per fare moralismo pro o contro contraccezione, sesso e aborto. E’ un enorme percorso informativo che forse aiuterà molti giovani che oggi crescono nella nuova ignoranza a capire il proprio corpo.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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