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Ecco la città dell’Alzheimer, in provincia di Monza

Oltre alle cure farmaceutiche e ospedaliere, i malati di Alzheimer -così come i malati di altri tipi di demenza- hanno bisogno di non perdere il contatto con la realtà. E’ questo il modo migliore per tenere il cervello sempre allenato e dunque allontanare i sintomi peggiori della malattia. E quale modo migliore per farlo se non quello di gestire, tutto da soli, un vero e proprio centro abitato?

Una città nella città

Sorge a Monza, dallo scorso febbraio, una “città nella città”, una città dell’Alzheimer. Un’area di 14.000 mq che è in realtà un centro di assistenza per questi pazienti ma anche un posto in cui possono allenarsi ad essere autonomi. Per fare alcuni esempi: quando il paziente si alza durante la notte, sotto il letto si accendono le luci di cortesia e una scia di lucette al LED lo guida verso il bagno; in palestra, paesaggi virtuali che stimolano il cervello vengono proiettati tra un esercizio e l’altro; appartamenti grandi e comodi; bar, minimarket, parrucchiere e anche una chiesa sono a disposizione dei soli ospiti e delle loro esigenze.

Meno stress migliore guarigione

Ogni appartamento ha una TV speciale che trasmette solo programmi stimolanti ed educativi e li alterna con le foto dei parenti, per non dimenticarli mai. I pazienti possono uscire, camminare, ritrovare i luoghi, comprare le cose da soli … e questo permette al loro cervello di avere, in piccolo, una mappa sicura che non si dimentica. Loro si sentono confortati, protetti e reagiscono attivamente. La riduzione dello stress e della confusione favoriscono la guarigione del cervello dalle placche che lo soffocano e causano la malattia e dunque una riduzione dei sintomi e un maggior benessere della persona.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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