Home » Benessere » Bimbo non vaccinato ritorna a scuola. Irregolarità nella richiesta

Bimbo non vaccinato ritorna a scuola. Irregolarità nella richiesta

Prima che i “no vax” cantino vittoria, bisogna specificare che la riammissione del bimbo di Lovere (provincia di Bergamo) all’asilo comunale, nonostante non abbia compiuto le vaccinazioni accertate,  non è legata a ragioni di conferma della pericolosità del vaccino quanto piuttosto a una irregolarità sulla presentazione della documentazione che sia il Comune che i genitori rivendicano per motivi diversi. Una questione burocratica, quindi, e non di salute.

Confusione sulle date della richiesta di vaccinazione

Essendo l’asilo comunale, il municipio di Lovere -allo scadere del termine per la messa in regola con i vaccni, il 10 marzo- aveva ritenuto necessario espellere il piccolo dalla scuola e avvisare i genitori che hanno immediatamente fatto ricorso. Ne è venuta fuori una disputa sui tempi e modalità di presentazione delle richieste di vaccinazione che, secondo il Comune “non era sufficiente all’assolvimento degli obblighi sanciti dalla legge, se presentata al momento dell’iscrizione” cioè a settembre … mentre per i genitori del piccolo ” l’obbligo loro rivolto di documentare entro il 10 marzo 2018 le avvenute vaccinazioni non era valido in quanto rivolto soltanto a  famiglie che hanno dichiarato, con autocertificazione preventiva, la copertura vaccinale dei propri figli”. Il loro bambino è comunque in attesa di vaccinazione, soltanto che la richiesta era stata presentata prima e si sono allungati i tempi di aspettativa. In questo caso il TAR ha dato ragione ai genitori, convalidando l’iscrizione, e permettendo al bambino di tornare a scuola.

Grazie ai vaccini scongiurato il rischio morbillo

Nell’insieme, il Ministero è soddisfatto della campagna vaccinale condotta nel corso del 2017. Proteste a parte, si è arrivati a coprire il 95% della popolazione il che significa che da oggi i  nostri bambini sono più sicuri, e anche noi. Grazie agli obblighi vaccinali, l’Italia è uscita dalla classifica dei paesi “a rischio epidemia di morbillo” nella quale eravamo finiti un anno fa, con cifre da medioevo che non si erano mai registrate dagli anni Ottanta in poi. Un segno di civiltà che è stato raggiunto con la collaborazione di tutti, anche di quei genitori che nonostante tutto hanno fatto la scelta più saggia.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
x

Guarda anche

Il costo pesante di chi non si cura

Quando ignoriamo un malanno, ci curiamo tardi o rifiutiamo di curarci spesso crediamo di risparmiare ...

Condividi con un amico