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Scoperte le “molecole cattive” della Sclerosi Multipla

“Annals of Neurology” pubblica un interessante studio internazionale che coinvolge anche l’Italia, con la partecipazione dell’Università di Verona e di altri enti regionali. Uno studio che ha portato una grande speranza a tutti i malati di Sclerosi Multipla, con la scoperta di alcune “molecole cattive”, o maligne, in grado di far capire al medico per tempo se e quanto grave sia la malattia in atto nel corpo del paziente. Un aiuto prezioso nella diagnosi, per una malattia che si cura meglio se presa per tempo.

Scoprire in tempo queste molecole

Analizzando tessuti cerebrali di persone morte a causa della SM, gli scienziati europei e americani hanno individuato la presenza di questi elementi che possono far variare la diagnosi. Infatti, fino ad oggi, gli esami diagnostici non riuscivano a valutare la gravità della malattia ai suoi inizi e dunque le terapie non affrontavano la cosa in modo corretto.  La combinazione di nuove molecole infiammatorie – in questo senso “molecole cattive”- è in grado di far capire il livello di aggressività della malattia anche prima che compaiano tutti i sintomi. Sono stati proprio gli scienziati veronesi (Massimiliano Calabrese e Roberta Magliozzi, coadiuvati da colleghi di Padova, Roma e Montichiari)  a intuire il ruolo di quelle molecole che non è davvero da poco, in una malattia in cui il livello di infiammazione determina la gravità o meno dell’evento.

Il mistero della Sclerosi Multipla

La SM è ancora un  mistero per molti versi. Non ha una causa specifica, colpisce più le donne (tra 20 e 40 anni) che gli uomini, in pratica non esiste nei Paesi equatoriali, mentre aumenta di numero man mano che ci si allontana dall’Equatore (i casi in Australia sono anche doppi rispetto a quelli dell’Europa!). Non ci sono risposte a tutti questi perché, e l’unica speranza dei malati è quella di controllare i sintomi per vivere decentemente. Ma più tardi viene scoperta la malattia e meno si controllano i suoi sintomi, ecco perché la conoscenza della sua gravità, grazie alla presenza di queste molecole particolari, è un aiuto prezioso per quel poco che per ora si può fare.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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