Gli esperti hanno dichiarato che l’epidemia influenzale targata 2018 è finalmente terminata. O almeno queste sono le stime, data la casistica dell’ultimo mese in netta diminuzione. Ma il cambiamento climatico improvviso previsto per le prossime due settimane, con un ritorno di temperature rigide e fuori stagione potrebbe lasciare aperto lo spazio per un colpo di coda.

Oltre 8 milioni a letto

In ogni caso, anche se tornasse qualche contagio, i virus non sono più così forti dato che perdono potenza man mano che passano da un corpo all’altro. E in questo anno, di “corpi”, ce ne sono stati anche troppo. Sono 8,1 milioni gli italiani colpiti dall’influenza, infatti, molto oltre la cifra prevista che si aggirava sui 5 milioni. Segno che ancora la vaccinazione preventiva non funziona come dovrebbe e che pochi vi si affidano a inizio stagione. Almeno si spera che la dura lezione di quest’anno abbia insegnato qualcosa per il 2019, dato che molti sono stati i casi di polmonite e di complicazioni post influenzali, soprattutto tra i bambini piccoli.

Le cifre dell’influenza

Come spesso accade, i più colpiti sono stati infatti i bimbi in età prescolare. Troppo piccoli per ricevere il vaccino, sono loro le prime vittime dei virus stagionali. E da loro, dalle scuole e dagli asili, poi la malattia si diffonde ovunque. Se però tutti fossimo vaccinati, sarebbero più protetti anche i bambini. Ricordiamolo l’anno prossimo. E intanto facciamo la conta annuale dei “danni”: 6,7 casi per mille assistiti tra i minori di 6 anni, seguiti poi da quelli tra i 6 e 14 anni con 3,1 casi, circa 2,5 casi su mille tra i giovani e 1,2 tra gli over 65. Gli adulti si sono difesi meglio quest’anno, ma siamo ancora lontani dalla vittoria e dalla copertura vaccinale completa.  Appuntamento al prossimo anno … anzi, a ottobre. Con i nuovi vaccini.