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E se l’antibiotico del futuro fosse lo zucchero?

In tempi in cui i batteri diventano nemici numero uno e nessuna nuova cura sembra fare effetto contro i micro organismi divenuti “killer” per troppa resistenza, il segreto potrebbe risiedere in un alimento che abbiamo costantemente sotto gli occhi: lo zucchero! In realtà la medicina sta ancora guardando con sospetto questa nuova teoria. Sapevamo infatti che “il sale cura le ferite” ma sappiamo anche che brucia da morire. Lo zucchero farebbe la stessa cosa con dolcezza, senza bruciare.

La scoperta in Africa, la ricerca in Inghilterra

Lo ha scoperto un medico inglese di origine africana, il dottor Moses Murandu (foto) che è cresciuto nello Zimbabwe e oggi lavora nel West Midlands, Regno Unito. Prima di studiare, da ragazzino, sapeva anche lui che il sale cura le ferite ma in assenza di sale in casa spesso usava come “sostituto” lo zucchero e ne vedeva i benefici: cicatrizzazione, disinfezione e soprattutto niente bruciore! Per cui trovò strano, una volta laureatosi, che lo zucchero non fosse assolutamente considerato, in medicina. E decise di avviare uno studio personale sul fenomeno.

Lo zucchero elimina le sacche batteriche

Murandu ha usato lo zucchero anche per curare amputazioni o ferite post intervento che faticavano a cicatrizzarsi. A volte ne ha usato pacchi interi, altre volte solo pochi cucchiai, ma il vantaggio assoluto del saccarosio -oltre al non bruciare affatto!- è che risucchia più rapidamente l’acqua emessa dal processo di cicatrizzazione evitando così quei “ristagni” sotto le bende che diventano rifugio di batteri pericolosi. Purtroppo i dati sono ancora pochi per poter parlare di ricerca vera, infatti sono stati sottoposti al trattamento appena 35 pazienti. Ma il successo, in questi, sembra totale. Potrebbe nascere proprio da qui la medicina futura in grado di stroncare anche i batteri moderni, che resistono a tutto?

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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