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Ecco la piantina sarda che curerebbe l’AIDS

Cosa avrà di speciale questo piccolo cespuglio fiorito di boccioli gialli, che se lo si incontra ai lati delle strade lo si calpesta senza nemmeno chiedersi perchè? Potrebbe essere la speranza, la cura futura contro la malattia più subdola di tutti i tempi, l’AIDS. In Sardegna, dove cresce, la gente lo chiama  erba de piricoccu  ma il suo nome scientifico è Hypericum, e in particolare la variante detta Hypericum Scruglii, originaria dei terreni ricchi di carbone di Ogliastra.

Può fermare la moltiplicazione dell’Hiv

L’Università di Cagliari ne ha studiato le proprietà, non solo curative, e sono stati registrati risultati molto interessanti: questa piantina, infatti, conterrebbe una molecola in grado di inibire due enzimi fondamentali per la sopravvivenza del virus Hiv-1, in quanto gli permettono di moltiplicarsi e cambiare volto decine di volte. Ciò significa che se si trovasse il modo di trasformare le proprietà dell’Hypericum in un farmaco, forse si potrebbe frenare l’avanzata dell’AIDS e addirittura, in un futuro non lontano, anche guarirlo. E i sardi non ne sono sorpresi affatto, dato che usavano questa pianta come pianta curativa da millenni.

Hypericum, antico rimedio conosciuto

In Sardegna, grazie all’olio di Hypericum (in questo caso la specie è il Perforatum), gli antenati già trattavano ferite e ustioni, al punto che era anche considerato un rimedio “per mandar via il diavolo”. Antica sapienza contadina e scienza oggi trovano un punto di unione in questa variante della stessa pianta, ancora più indigena del Perforatum, che si nutre della roccia sarda e che è in grado di contrastare un mistero della medicina che nessuno finora aveva saputo fermare. Occorreranno altri studi, più dettagliati, per capire se il potenziale di questa pianta davvero riesce a ostacolare l’Hiv e soprattutto per capire come rendere i suoi estratti accessibili a tutti sotto forma di pillola, liquido o altro. Non è escluso che gli enzimi dello Scruglii dovranno essere trattati in laboratorio, dato che alcune di queste piante presentano anche una certa tossicità.

Grazia Musumeci

Sicilianissima, vivo ai piedi dell'Etna e lavoro dal 1999 sia come traduttrice che come blogger. Le mie passioni, oltre la scrittura, sono la fotografia e la montagna.
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