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Indici Istat in calo a luglio 2009. Per il Sunia è possibile applicare la diminuzione del canone.

Come è noto le variazioni degli indici comunicate dall’Istat hanno fatto registrare,a luglio 2009, per la prima volta (almeno se si guarda all’intero periodo che parte dalla c.d.legislazione vincolistica post 1945 sino ad oggi) un dato negativo.
Secondo l’ interpretazione dell’Ufficio Legislativo del Sunia nazionale ove il contratto, l’accordo ex legge 431 oppure la legge di riferimento prevedano l’aggiornamento o l’adeguamento del canone di locazione in relazione all’indice istat, questo comporta per logica e giuridica conseguenza la diminuzione del canone nella misura indicata dall’Istat.
E’ evidente che se il contratto,l’accordo o la legge di riferimento, prevedono formale richiesta e comunicazione, questa,nella fattispecie, vada inoltrata dall’inquilino al proprietario per poter beneficiare della riduzione.

La tesi della possibilità di aggiornare i canoni in diminuzione trova conferma sia nella formulazione dell’articolo 24 della legge 392/78 che parlava di aggiornamento e non di “aumento” del canone,sia nel comma 9 dell’articolo 1 del DM 30 dicembre 2002 sui contratti a canoni concordati che pure parlava espressamente di aggiornamento.
Ogni diversa interpretazione tendente a negare la possibile diminuzione è del tutto infondata e produrrebbe conseguenze di espressa violazione dell’articolo 13 della legge 431/98 avallando di fatto un canone illegittimo in quanto superiore alla misura legale.
Fino ad oggi il problema non si è mai posto perche l’indice è sempre risultato essere positivo,ma se per ipotesi si avviasse una tendenza diversa si avrebbero nel corso degli anni canoni che, aumentati a esclusivo motivo di incremento inflattivo, e successivamente non diminuiti nel caso di ripetersi di indici di segno negativo, rimarrebbero all’infinito superiori a quanto dovuto.

Come Sunia invitiamo gli inquilini:

1. a far esaminare il contratto che potrebbe anche non prevedere l’aggiornamento, ed in questo caso non essendo stati applicati gli indici di aumento non potrebbe essere applicato l’indice in diminuzione;
2. a verificare, se invece l’aggiornamento è previsto, con quali modalità e percentuali applicative scatti;
3. quindi a inviare la comunicazione al proprietario se prevista;
4. a procedere quindi alla diminuzione o alla richiesta al proprietario di correggere i bonifici ,i mav, i bollettini o le ricevute bancarie col nuovo diminuito importo,in tutti i casi in cui l’importo è previamente indicato dal proprietario con la relativa comunicazione dello stesso stesso (enti, società ecc).

Per una doverosa prudenza ,anche nel caso di contratto in cui l’aggiornamento sia previsto con automatismo (cioè senza obbligo di comunicazione) è opportuno e preferibile inviare la comunicazione al locatore prima di procedere alla riduzione.

Commentando il dato il Segretario generale del Sunia Franco Chiriaco ha affermato “L’Istat fornisce un indice negativo,e questo dato sulla nostra economia contrasta con la tendenza che noi puntualmente abbiamo registrato e denunciato dell’inarrestabile ascesa degli affitti privati sul mercato. Lo stesso dato sulla diminuzione dei prezzi di compravendita degli immobili, che pure si è verificato in questi mesi, non ha trovato alcun riscontro sulle offerte di affitto.Insomma esiste e si accentua un problema caro-affitti nel nostro paese che solo politiche di sostegno , rilancio e incentivo della locazione agevolata e contrattata, associate a una seria misura di detrazione del canone dalla dichiarazione dell’inquilino,possono risolvere.”

admin

0 Commenti

  1. Salve, vorrei porre un quesito: se nel contratto di locazione ad uso commerciale non è indicata alcuna possibilità dell’adeguamento del canone, può il proprietario pretendere che ci sia l’aggiornamento per aumentare il canone?
    Grazie

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