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Assoedilizia: le grandi infrastrutture, fonte di ricchezza

Schema dell’intervento del presidente di Assoedilizia, vice presidente di Confedilizia avv. Achille Colombo Clerici, alla Tavola Rotonda Ce.S.E.T. in data 17 ottobre 2009, tenutasi nell’ Aula Magna dell’Universita’ Statale di Milano.
Le grandi reti infrastrutturali come occasione e strumento di creazione di ricchezza sul territorio e non come causa di sperequazione.

Le infrastrutture entrano in rapporto con i cittadini su tre distinti piani o dimensioni:

A) CON I CITTADINI IN QUANTO PROPRIETARI IMMOBILIARI (Aree e Fabbricati)

In una economia di mercato,la posizione del privato interessato (perche’ proprietario di aree, che siano di sedime dell’opera o di rispetto, ovvero di trasformazione e di sviluppo) dalle grandi opere infrastrutturali di interesse pubblico,presenta una dicotomia. Da un lato il grande operatore dotato di una capacita’ di interlocuzione privilegiata con la Pubblica Amministrazione (urbanistica contrattata e coinvolgimento nel sistema degli appalti); d’altro lato il piccolo investitore, gestore in proprio del risparmio investito nel bene immobile.
L’approccio storico ha sempre visto quest’ultimo in posizione passiva di fronte all’opera pubblica: una soggezione alla espropriazione, con tutti i suoi difetti ed i suoi limiti.
Gli indennizzi espropriativi infatti, anche dopo le rettifiche messe a punto a seguito delle pronunce della Corte Costituzionale susseguenti alla decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, non sono mai integralmente compensativi ne’ sul piano del valore di mercato,ne’ sul piano dei disagi patiti (rumori,polveri, interclusioni), ne’ certamente sul piano morale ed affettivo – del sacrificio imposto con l’ablazione del bene in forza del procedimento espropriativo per pubblica utilita’.
Oggi, si imporrebbe una rivoluzione copernicana, che porti ad una posizione attiva di partecipazione del singolo investitore al processo di trasformazione e di sviluppo del territorio in modo che ne consegua una ricaduta di plusvalori compensativa di quel sacrificio.

Ebbene, sono convinto che il discorso debba muovere dalla considerazione che la competitivita’ delle grandi aree si giochi ormai, non tanto sul piano delle singole citta’, quanto viceversa alla scala dei grandi poli urbani metropolitani.
In questo quadro, la rete infrastrutturale dei trasporti, soprattutto autostradali ( nervatura portante di tutto il sistema urbano),traccia le linee di un disegno pianificatorio del territorio: nel senso che racchiude le scelte originarie condizionanti e qualificanti ogni ulteriore successiva scelta pianificatoria.

Le grandi direttrici viabilistiche, soprattutto autostradali divengono veri e propri assi di insediamento, coinvolgendo sia le fasce di rispetto, sia quelle di sviluppo. Ma, la realizzazione di tali infrastrutture oggi, nei fatti, finisce per incidere autoritativamente sul territorio e sui soggetti presenti
su di esso con il procedimento connesso all’opera di pubblica utilita’: nessuna possibilita’ di contrattazione urbanistica o di interlucuzione a livello economico per chi subisce l’esproprio. Solo la facolta’ di aderire a proposte formulate unilateralmente dall’espropriante; salvo ovviamente la tutela giurisdizionale del proprio diritto soggettivo.

D’altra parte, per i grandi operatori, diritti edificatori pieni ed autonomi ( cioe’ non inquadrati in un disegno perequativo) per chi interviene nella fase realizzativa delle eventuali strutture di sviluppo urbano.
In questo la rivoluzione copernicana di cui si è detto.
Si potrebbe immaginare che dagli interventi infrastrutturali possano conseguire:
– da un lato una riqualificazione del territorio in generale -ma dall’altro,un arricchimento, non solo del territorio, ma anche dei singoli interessati dagli interventi pianificatori, che non dovrebbero essere sacrificati; l’arricchimento del territorio dovrebbe poter ridondare anche a loro favore.

Attraverso meccanismi perequativi compensatori (indici di edificabilita’ come pertinenze indirette e dirette delle aree soggette ad esproprio ed in quelle rientranti nelle fasce di rispetto da un lato e di trasformazione e sviluppo dall’altro ) che possano coinvolgere ambiti di intervento significativi, lungo tutta la rete,ed in particolare in coincidenza gli svincoli dei raccordi viari colleganti la ordinaria rete viabilistica.

Nella legislazione regionale lombarda il principio perequativo è stato gia’ recepito.

Ed anche la riforma del governo del territorio a livello nazionale dovrebbe quanto prima codificarlo; ad evitare che si possano peraltro verificare situazioni di disparita’ di trattamento fra regione e regione.

I comuni sono gli interlocutori principali di questa operazione: e dovrebbero essere coinvolti , gia’ dalla fase programmatoria, nelle operazioni di progettazione delle grandi opere infrastrutturali.

B) CON I CITTADINI IN QUANTO ABITANTI DEL TERRITORIO E DELLE CITTA’ E FRUITORI SUL PIANO DELLA QUALITA’ DEL VIVERE

Attitudine del territorio a soddisfare le esigenze di benessere dei cittadini.

Altro aspetto dell’incidenza delle strutture urbane ed extraurbane sulla vita dei cittadini è rappresentato dal rapporto con la qualita’del vivere.Oggi, alle soglie de Terzo Millennio, deve mutare radicalmente il modo
di concepire l’urbanistica in rapporto al territorio e all’ambiente. Mutamento particolarmente importante per Milano e la Lombardia alla vigilia di Expo 2015 che prevede la realizzazione di importanti infrastrutture urbane ed extraurbane. Nel nostro tempo abbiamo a che fare con un territorio ampiamente
antropizzato e qualsiasi intervento di trasformazione e di sviluppo dello stesso deve fare i conti con l’esigenza, da un lato di non sprecare risorse territoriali e ambientali, e dall’altro con l’esigenza di realizzare la migliore funzionalità in rapporto al bisogno di benessere dei cittadini, cioe’ di un certo standard di vita. Si deve dunque passare da una urbanistica estetica, edonistica, utilitaristica, ad una urbanistica etico-funzionale, laddove il termine etico implica una particolare attenzione alla qualità del vivere nella città e nel territorio da parte dell’uomo. Entrano in gioco una serie di fattori qualificanti che non si riconducono esclusivamente a plusvalori economici: si torna a parlare addirittura di “felicità interna lorda” FIL (GNH Gross National Happiness- con i suoi 4 pilastri: sviluppo equo e sostenibile,ambiente, valori culturali, buon governo) per valutare il grado di soddisfacimento di questa esigenza da parte dei cittadini.
Per esemplificare si puo’ ricorrere ad una batteria di indicatori;quelli stessi indicati dalla Commissione di Sarkozy per la valutazione dell’indice di felicita’ interna lorda.
Essi sono:

7 dimensioni verticali fondamentali rappresentate da variabili non economiche, cioe’ non quantificabili in termini monetari e tali da venir contabilizzate nel PIL:-Ambiente-Salute-Capacita’ di conoscere-Condizioni di lavoro-Condizioni personali materiali (casa-disponibilita’ economiche- acqua)-Rete di Relazioni interpersonali-Vita democratica del Paese;

2 dimensioni orizzontali:-Equita’-Sostenibilita’ nel tempo.

C) CON I CITTADINI QUALI ATTORI E FRUITORI DEL SISTEMA ECONOMICO

Reattivita’ del territorio sul piano del dinamismo economico

Se, come si è visto, il benessere dei cittadini dipende non solo da fattori economici, certamente pero’ dipende anche da fattori economici. A questo proposito giova osservare come una adeguata dotazione di infrastrutture (fra le quali le autostrade dei trasporti che debbono affiancarsi alle autostrade delle comunicazioni) costituisca un fondamentale fattore di promozione del territorio ed un fattore di potenziamento del suo dinamismo economico ai fini di una più complessiva capacita’ di competere sul piano economico stesso. Le infrastrutture rappresentano dunque un elemento di arricchimento anche in questo senso del territorio; quale supporto dell’efficienza del sistema economico. A questo proposito lamentiamo una carenza infrastrutturale della nostra Regione.
La Lombardia, che detiene il 50% dell’interscambio totale del Nord-Italia, nel confronto con le 132 principali regioni dei 5 paesi più importanti d’Europa, si colloca al 71° posto per dotazione ferroviaria ed al 91° per quella stradale. Nell’Italia stessa, la nostra Regione si situa al 14° posto nel rapporto Km / abitanti, quanto a rete stradale e ferroviaria ( in quanto,a fronte di un carico insediativo-popolazione del 16,7 %, e di un carico gravitazionale-trasporti- del 17,5 % presenta una dotazione di infrastrutture ferroviarie del 9,5 % e stradali del 9 % ).
In tale quadro, va tenuto presente il potenziamento del collegamento ferroviario con Lugano per consentire a Milano e alla Lombardia – e quindi all’intero Paese – di usufruire dei vantaggi del nuovo sistema di attraversamento alpino AlpTransit; in particolare la linea del S.Gottardo che entrerà in funzione nel 2016.

Fonte: Assoedilizia

admin

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